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Case d’asta e sostenibilità: effetto Greta

L’impegno per l’ambiente è anche un modo per essere competitivi, oltre che per risparmiare

L’installazione ambientalista «For Forest. The Unending Attraction of Nature» (2019) di Klaus Littmann, che ha piantato 300 alberi nel Wörthersee Stadium di Klagenfurt (Austria). Foto Gerhard Maurer

New York. L’impegno per l’ambiente contagia anche le case d’asta, assumendo una valenza strategica e competitiva. Nell’ottica della sostenibilità, ma anche della riduzione dei costi, Christie’s ha annunciato l’obiettivo di ridurre di almeno il 50% nel 2020 la produzione e distribuzione di pubblicazioni cartacee, investendo i risparmi ottenuti per ampliare il proprio bacino di utenza. Attualmente la major stampa circa 700mila prodotti cartacei all’anno, rappresentati prevalentemente dai cataloghi delle aste.

Un cambiamento peraltro sostenuto dal comportamento della clientela, dato che più del 52% dei lotti acquistati tramite Christie’s sono già stati aggiudicati a soggetti che non hanno ricevuto alcun catalogo cartaceo. Lo sforzo di rafforzare la diffusione e promozione dei contenuti in ambito digitale proseguirà con ulteriori investimenti sul sito web, sui social media e sulla personalizzazione delle comunicazioni via mail, sempre più mirate in base agli specifici interessi della clientela.

La casa d’aste conta oltre 12 milioni di visitatori unici sul sito, un incremento del 21% dal 2018, più di 75mila utenti sulla piattaforma MyChristie’s e un costante incremento dei follower su Instagram, attualmente ben oltre i 760mila. Sono invece più di 3,9 milioni le visite online degli speciali contenuti editoriali, mentre il nuovo strumento digitale per inviare la richiesta di stima per un oggetto o un’opera d’arte, semplificato nella grafica e migliorato nell’usabilità, dopo essere stato lanciato nell’agosto dello scorso anno ha già incrementato le richieste di stima del 170% e ha prodotto più di 35 milioni di euro in conferimenti di lotti.

Durante le aste di Hong Kong del novembre scorso Christie’s ha infine lanciato un mini program di WeChat per raggiungere ancor più capillarmente la clientela orientale. Il mini program è un’«app» che può essere utilizzata immediatamente, senza necessità di installazione, direttamente da WeChat, un servizio di messaggistica istantanea molto popolare in Cina. «Quasi tutta la clientela globale di Christie’s è oggi coinvolta in un’esperienza collezionistica completa online, commenta Guillaume Cerutti, amministratore delegato di Christie’s International. Dalla fruizione dei contenuti generali fino al dettaglio dei nostri cataloghi, dalla registrazione di chi fa un’offerta fino ai processi post vendita, tutto è accessibile da uno schermo».

Il programma per la sostenibilità di Christie’s contempla inoltre il rafforzamento delle misure per l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, il riciclo e la riduzione del dispendio energetico in tutte le sue sedi. Quanto alle altre case d’aste internazionali, mentre Sotheby’s non ha fornito dati sulle sue iniziative al riguardo, Bonhams ha dichiarato l’intenzione di incrementare il lavoro fatto negli ultimi 18 mesi nel segno della sostenibilità.

«Abbiamo per esempio trasformato il dipartimento di risorse umane in un ufficio senza carta, con tutte le funzioni di comunicazione e risorse umane gestite online, spiega Lucinda Bredin, direttore globale della comunicazione di Bonhams. Nel 2019 abbiamo lanciato un importante programma di digitalizzazione per trasferire tutti i processi aziendali nell’ambito digitale. La stampa dei cataloghi è già stata ridotta di un terzo e proseguiremo quest’anno tale strategia, anche espandendo la nostra presenza online, attraverso la pubblicazione dei cataloghi non solo sul nostro sito, come già accade, ma anche sui portali “Invaluable” e “thesaleroom.com”, con i quali l’anno scorso abbiamo concluso un accordo di collaborazione di lungo periodo».

Oltre a continuare a diffondere la cultura del riciclo di carta e contenitori sia a livello aziendale sia di singolo dipendente, Bonhams incentiva poi l’uso del trasporto pubblico da parte del personale per i viaggi di lavoro e molte trasferte internazionali sono state sostituite, dove possibile, tramite le «conference call». Per incoraggiare i dipendenti alla mobilità sostenibile saranno a breve introdotti prestiti a interesse zero per l’acquisto di biciclette. Anche Phillips, pur non dichiarando cifre sulla riduzione del cartaceo, sta seguendo questa direzione.

In particolare, per le recenti vendite New Now di Londra e New York (aste che combinano la presenza di artisti emergenti accanto ad altri già affermati), è stato introdotto un nuovo formato di catalogo. La pubblicazione tradizionale più voluminosa è stata abbandonata a favore di un opuscolo più snello, facile da consultare e focalizzato in modo più immediato su alcuni contenuti editoriali di approfondimento e su una selezione di opere all’incanto.

Anche Phillips riconosce come il nuovo approccio stia progredendo di pari passo con la crescente digitalizzazione dei collezionisti. «Gli account registrati dagli utenti online sono aumentati di oltre il 300% dal 2017 e Phillips ora riceve offerte online per più del 60% dei lotti, afferma Sam Mansour, responsabile delle aste New Now di New York. Poiché sempre più persone utilizzano i nostri canali digitali stiamo portando la maggior parte dei nostri contenuti su queste piattaforme. Dal nostro sito web e dalla nostra app per dispositivi mobili i clienti possono richiedere e visionare i condition report dei lotti, fare offerte prima dell’asta, seguire e partecipare in diretta alle vendite e scoprire a loro piacimento video e contenuti editoriali».

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020


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