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Capitali europee della Cultura 2020 | FIUME

Il porto già veneziano e austro-ungarico cerca un rilancio turistico e culturale

Il centro storico di Fiume (Rijeka), capitale della Cultura insieme all’irlandese Galway

Fiume (Croazia). Fiume (Rijeka in croato) è, insieme alla città irlandese di Galway, la Capitale Europea della Cultura 2020. Posta in posizione strategica nell’Adriatico settentrionale e adagiata in una baia protetta alla base della penisola dell’Istria, è stata un importante centro già in epoca romana, come testimoniano i numerosi resti di edifici, mura, porte e terme che ne caratterizzano il panorama urbano. Una successiva, lunga dominazione fu quella di Venezia fino al XV secolo, cui seguirono i quasi ininterrotti quattro secoli e mezzo di quella dell’Impero austro-ungarico, quando la città divenne un rilevante porto commerciale e militare.

Dopo la Grande Guerra Fiume passò all’Italia, e dopo il secondo conflitto mondiale alla Jugoslavia di Tito, divenendo il porto principale della nuova nazione e sviluppando un’economia fiorente. Oggi Fiume, rimasta sostanzialmente illesa dal conflitto interjugoslavo degli anni ’90, conta circa 130mila abitanti ed è il fulcro della Croazia settentrionale, per la quale è tornata a essere un fondamentale snodo commerciale marittimo e un centro di cantieristica navale. L’economia trae saldo nutrimento dal turismo, già sviluppato all’epoca della Jugoslavia e ben dotato di strutture e infrastrutture, oltre che di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, cosicché il flusso soprattutto di stranieri è in costante aumento.

Dal punto di vista paesaggistico Fiume gode di una splendida apertura sulle isole di Cherso e Lussino, e su una miriade di isole minori che costellano quel tratto del Quarnaro. La sua designazione a Capitale Europea della Cultura 2020 è un’occasione per affermare, se mai ce ne fosse bisogno, il suo ruolo di perno turistico alla base dell’Istria, ma anche per far scoprire la città stessa, con la Città Vecchia, il Castello, e le sue numerose spiagge ai due lati dell’agglomerato urbano, ma anche il suo hinterland, magari in bicicletta, lungo l’Anello fiumano o sugli sci a Platak, a circa 30 km di distanza. O, ancora, il suo Carnevale.

Le iniziative organizzate dalla Municipalità prendono il via in febbraio, con un cartellone che coniuga mare e arte. Sul lungomare 10 installazioni di arte contemporanea pongono l’accento sulla volontà di posizionarsi anche come centro culturale, oltre che paesaggistico. Al Museo di Arte contemporanea fino al 24 aprile è in mostra il fiumano David Maljković, poi s’inaugura «Anni Novanta: Cicatrici» (14 maggio-12 luglio), focalizzata sulla produzione artistica dell’Europa orientale; al Museo municipale, «Klimt sconosciuto» presenta fino al 14 ottobre un corpus di opere dell’artista austriaco.

Di carattere storico è la mostra dedicata fino al 29 febbraio all’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio nel 1920, e ancora fino al 29 febbraio il Museo di Storia e Marineria del Litorale presenta la mostra «Con il violino oltre i confini/ Stradivari a Fiume. Kresnik e Cremona» dedicata al liutaio viennese di origine croata Franjo Kresnik. Fino al primo marzo, tre interventi della croata Ivana Franke e dei finlandesi Tommy Grönlund e Petteri Nisunen nello spazio pubblico, interfacciano generi e materiali. In autunno sarà la volta di una mostra dedicata a Nan Hoover e alla sua Video art (fino al 20 dicembre).

Flavia Foradini, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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