C'è anche il western in Camargue

Walter Guadagnini |  | Arles

Se avete visto tutte le mostre di Steve McCurry nell’ultimo biennio, se attendete con ansia la prossima antologica di Elliott Erwitt, se conoscete a memoria le date e i luoghi di esposizione di «Genesi» di Sebastião Salgado, non andate ad Arles quest’anno, o almeno andateci preparati a cambiare idea su che cosa sia o possa essere una mostra di fotografia.

Sin dalla sua nascita i Rencontres d’Arles si sono caratterizzati per essere un luogo di ricerca, dove individuare destini o anche semplicemente trend della fotografia del presente, ma da quando, lo scorso anno, la direzione è stata assunta da Sam Stourdzé, i temi della scoperta, dell’ampliamento dei confini del fotografico, dell’inedito, sono divenuti gli autentici fulcri sui quali si basa il ricchissimo programma del festival, arrivato quest’anno alla sua quarantasettesima edizione e, proprio per questo motivo, più vivace e interessante che mai (dal 4
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