Brueghel inventore della scopa

In una mostra a Bruges l’arte dei Paesi Bassi ai tempi della caccia alle streghe

David Teniers II, «Le streghe», 1635, collezione privata
Barbara Antonetto |

Bruges (Belgio). Una vecchia con la scopa volante, un calderone in cui ribollono misteriose pozioni e un gatto malefico: com’è entrata l’icona della strega nell’immaginario collettivo? La stregoneria è stata più volte oggetto di studi ed esposizioni che hanno ricostruito il fenomeno della caccia alle streghe, delle persecuzioni e dei processi, ma di recente Renilde Vervoort della Radbould University di Nimega ha condotto un’originale ricerca iconografica volta a individuare la matrice dello stereotipo. Studiando la raffigurazione della stregoneria in Olanda tra il 1450 e il 1700 ha individuato in due incisioni di Pieter Brueghel il Vecchio il modello cui si ispirò la pittura fiamminga e olandese e l’iconografia successiva. Se i processi alle streghe iniziarono intorno al 1430, l’immagine stereotipata della vecchia con il calderone e la scopa volante è assente fino al 1565. In quella data il
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© Riproduzione riservata Pieter van der Heyden (da Pieter Brueghel il Vecchio), «San Giacomo nell’antro del mago Ermogene», 1565, Amsterdam, Rijksmuseum La «campana dell'infamia» dal Noordbrabants Museum di 's-Hertogenbosch
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