Brandi non è l’unico ortodosso

Scienza e Beni culturali si sono incontrati/scontrati a Bressanone

Giorgio Bonsanti |  | Bressanone

L’ortodossia di oggi è l’eresia di ieri, e l’eresia di oggi sarà l’ortodossia di domani. Questa considerazione mi è sorta alla lettura degli Atti (quasi 800 pagine) della trentaduesima edizione delle giornate di studio del Convegno «Scienza e Beni culturali», tenute come di prammatica a Bressanone per iniziativa di Arcadia Ricerche, a cura di Guido Biscontin e Guido Driussi.

L’argomento caratterizzante era difatti «Eresia e ortodossia nel restauro», sicuramente stimolante e sollecitante aperture e discussioni a tutto campo. Nel restauro ci vuole, a mio parere, una giudiziosa commistione fra i due termini, che affidi la percentuale maggiore al secondo (meglio fare riferimento a metodologie, principi, tecniche già sperimentati), ma riservando comunque al primo un riconoscibile diritto di cittadinanza; perché senza una qualche misura di eresia la civiltà e le scienze non sarebbero mai
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