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Antiquariato

Brafa, brafissima!

Più contemporanea e più breve, la «Old Lady» tra le fiere europee festeggia 65 anni

«Madonna con Bambino» di Bartolomeo Bellano, presentato da Sandro Morelli

Bruxelles. Dopo aver accolto più di 66mila visitatori nel 2019, la nuova edizione, numero 65, di Brafa Art Fair si tiene quest’anno dal 26 gennaio al 2 febbraio. Prima novità: la fiera dura un giorno in meno rispetto alle edizioni precedenti. Una decisione «risultato di una riflessione in corso da 2-3 anni», ha spiegato il presidente di Brafa, Harold t’Kint de Roodenbeke, e che stando agli organizzatori non dovrebbe intaccare il livello di partecipazione record dello scorso anno.

L’ex sito industriale del Tour & Taxis accoglie anche quest’anno 133 gallerie (di cui 83 internazionali). Seconda novità: la presenza italiana è in crescita (da 6 a 10 galleristi). Partecipano: Robertaebasta e Cortesi Gallery di Milano, Sandro Morelli di Firenze, Theatrum Mundi di Arezzo, Chiale Fine Art di Racconigi e Brun Fine Art (basata a Londra). E per la prima volta: Paolo Antonacci e W. Apolloni di Roma, Nardi di Venezia e Dalton Somaré di Milano. Sul piano internazionale, sono per la prima volta a Bruxelles anche la newyorkese Antiquarium Ltd e la londinese Callisto Fine Art. Tornano invece David Aaron e Repetto Gallery di Londra, Helene Bailly Gallery, Steinitz e Berès di Parigi, Costermans di Bruxelles, Rosenberg & Co. di New York.

Nella eclettica «Old Lady» delle fiere d’arte europee, che non chiude le porte a nessuna forma d’arte, la presenza di gallerie d’arte contemporanea è sempre più rilevante. Presenza per alcuni commentatori che diventa troppo «invadente». «Senza l’arte contemporanea non avremmo raggiunto questo livello di qualità, diceva il presidente de Roodenbeke alla stampa belga per l’edizione 2019. Questa sezione si è imposta rapidamente, la domanda era pressante».

Tra gli artisti contemporanei rappresentati, Alan Charlton e Jason Martin (da Patrick De Brock), Stanley Whitney e Saint Clair Cemin (da Baronian Xippas, che porta anche Takis), Ugo Rondinone e Richard Aldrich (da Gladstone), Jean-Michel Folon e Marcel Broodthaers (da Guy Pierters). Vediamo cosa c’è negli stand. Helene Bailly propone un paesaggio di Pierre Bonnard del 1944-45. La Galerie de La Baroudière allestisce Keith Haring (al centro di una mostra ora al Bozar di Bruxelles) a una «Colomba bianca» di Ernst del 1925.

Le Corbusier è presente sullo stand di Brame & Lorenceau con un pastello, «Due donne in spiaggia», del 1936, e da Maruani Mercier con un acquarello purista del 1920. Rosenberg espone una «Composizione surrealista» di Léopold Survage del 1940, Willow una tela di Chagall del 1972. Una lampada da tavolo di Fontana Arte del ’55 e un raro cabinet «Freemont» di Ettore Sottsass del 1985 sono allestiti da Robertaebasta.

Per l’arte antica, da Sandro Morelli è una «Madonna con Gesù bambino» di Bartolomeo Bellano, della bottega di Donatello (1450 ca), mentre da De Jonckheere, che torna alla Brafa dopo un periodo di pausa, sono allestite opere di artisti fiamminghi, tra cui una scena grottesca di un discepolo di Bosch. Per la scultura, W. Apolloni propone i due busti di Gioacchino Murat e di Carolina Bonaparte del Canova (1813), mentre da Brune Fine Art è una Medusa Rondanini in marmo di Carrara del XIX secolo.

Per l’arte orientale, da Christian Deydier si fa notare un’elegante statuetta di danzatrice della dinastia cinese Han. Da Paolo Antonacci troviamo una bella cornice di legno opera di Carlo Bugatti, con applicazioni in rame e pelle di daino, presentata con un dipinto orientalista. Sempre tra gli stand più originali, Theatrum Mundi propone gli artigli portati dall’attore Hugh Jackman nel suo ruolo di Wolverine. La fiera ha sempre invitato degli artisti contemporanei, come Gilbert & George l’anno scorso.

Quest’anno si cambia: «Per festeggiare il 65mo anniversario di Brafa volevamo fare qualcosa di eccezionale», ha detto il suo presidente. Altra novità, dunque. Per la prima volta, e per i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, è organizzata un’asta di beneficienza: cinque imponenti blocchi del muro (alti 3,8 m e lunghi 1,2 m), coperti di graffiti da un lato (quello che un tempo si affacciava su Berlino ovest) saranno venduti al migliore offerente e il ricavato devoluto a quattro onlus che operano nell’arte e nella ricerca medica. Il prezzo di partenza è fissato a 15mila euro a blocco.

Una curiosità: la Fondation Roi Baudouin presenta una selezione di modellini in scala di locomotive e vagoni dei primi del ’900 provenienti dalla collezione del compositore Raymond Legrand. Due treni in miniatura circoleranno nelle sale della fiera e tra gli stand.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020



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