Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

Bologna | Rapporto 2020 sulla cultura

Per Stefano Bonaccini l'aumento del turismo è «un vero e proprio volano che trasforma la città e traina la crescita dell’intera area metropolitana»

Stefano Bonaccini

Bologna La Dotta si presenta a noi con la prima Università dell’Occidente: fin dal 1088 l’Alma Mater richiama studenti da tutta Europa. Dai tempi degli illustri studenti Dante, Petrarca e Boccaccio, l’Università di Bologna ha affermato nei secoli il suo ruolo di fucina del sapere e i circa 80mila studenti che oggi accoglie la mantengono viva culturalmente e socialmente. Visitare l’Archiginnasio, antica sede dell’Università che ospita l’impressionante teatro anatomico, significa fare tappa nel luogo che per secoli è stato uno dei principali e più ferventi punti di riferimento del sapere europeo. Questo Palazzo è nel cuore del centro storico, uno dei meglio conservati d’Europa, dove si elevano antichi edifici e chiese ricchi di opere d’arte, caratterizzato dai suoi quaranta chilometri di portici che rendono la città unica al mondo. Fin dal 1100, quando la crescita dell’Università spinse a inventarsi nuovo spazio urbano, i portici sono diventati un luogo pubblico e privato, di socialità e commercio, salotto all’aperto e simbolo stesso dell’ospitalità bolognese. Il portico di San Luca in particolare, che lega la città al santuario del Colle della Guardia, è il più lungo al mondo (3.796 metri e 666 arcate). Poiché sono storia e tradizione, urbanistica e architettura, i portici bolognesi sono candidati a sito Unesco.

L’impatto economico della cultura
In questi anni, la Regione e il suo capoluogo sono partiti dalla ricchezza esistente, che ci è stata data in eredità, per sviluppare una forte sinergia sul piano degli investimenti e dello sviluppo dell’offerta culturale e dell’economia della cultura. Abbiamo riconosciuto e valorizzato il settore anche per farne comprendere a tutti il peso e per accrescere la consapevolezza del fatto che dietro i termini cultura e creatività non c’è solo intrattenimento, ma anche posti di lavoro, impatto economico, immagine italiana nel mondo e molte altre cose. Dall’inizio della legislatura regionale ad oggi sono stati compiuti passi importanti e questo tema è diventato patrimonio di tutta l’amministrazione regionale, a partire dall’impegno che avevamo assunto di triplicare le risorse a disposizione del bilancio della cultura, pienamente realizzato, in controtendenza con il resto d’Italia.

Le leggi che moltiplicano gli investimenti
Nel Patto per il Lavoro, siglato il 20 luglio 2015, tra le priorità venne indicata quella di rafforzare i sistemi produttivi ad alto potenziale di crescita, riconoscendo in quello delle industrie culturali e creative uno dei driver di innovazione e sviluppo più rilevanti e coerenti per questo obiettivo. Questo è quello che abbiamo fatto e in questo senso sono andate le leggi approvate in questi anni, con cui si è arricchito il già molto avanzato quadro normativo in materia della Regione. In particolare con la legge in materia di cinema e audiovisivo, attuata attraverso un piano triennale di interventi che coinvolgono diversi settori della pubblica amministrazione: dalla Cultura alla Formazione, dalle Attività produttive al Turismo. La stessa cosa abbiamo fatto con la legge in materia di sviluppo del settore musicale. Prima in Italia nel suo genere, punta a rafforzare il sistema musicale regionale e a dare un’impronta trasversale e innovativa al comparto, supportando le potenzialità di crescita e sviluppo del settore con misure normative ed economiche che affrontano i diversi segmenti della filiera: da quello educativo-formativo a quello creativo, produttivo, distributivo e promozionale.

La crescita occupazionale
Dati alla mano, queste azioni positive hanno prodotto un effetto moltiplicatore nella qualità e nella quantità di risorse economiche mobilitate sul territorio: a ogni euro di investimento pubblico ne sono corrisposti cinque derivanti da investimenti privati. Nell’industria del cinema, ad esempio, l’occupazione negli ultimi cinque anni è cresciuta dell’8,5%. Abbiamo insomma dimostrato come da uno straordinario patrimonio di beni immateriali sia possibile trarre un significativo beneficio anche di tipo materiale. La forza dell’Emilia-Romagna si fonda su un patrimonio di beni e di energie diffuse, presenti dal Comune più piccolo del piacentino fino alla Valmarecchia, e dove i capoluoghi di provincia, Bologna per prima, sono i polmoni di questo sistema senza per questo esaurire e assorbire tutte le risorse. Altrettanto ricco è il panorama di associazioni e imprese culturali e creative con il quale abbiamo costruito un sano e fecondo sistema di sussidiarietà. Fatta eccezione per poche strutture regionali e comunali, il resto dell’offerta culturale è progettata e realizzata proprio attraverso questa fitta rete.

2020, un anno da celebrare
Il 2020 sarà per l’Emilia-Romagna un anno straordinario. Con Parma, Capitale della cultura italiana, insieme a Reggio Emilia e Piacenza (le altre due prime classificate alle sue spalle), daremo vita a un ricchissimo calendario di eventi straordinari. 100 anni dalla nascita del genio del cinema Federico Fellini vedranno protagonista la sua Rimini, a partire dalla grande mostra inaugurata il 14 dicembre scorso, e la Cineteca di Bologna che si è incaricata del restauro e della valorizzazione di più della metà dei film del maestro. Reggio Emilia ha appena inaugurato una grande mostra su un altro grande genio delle nostre terre, Cesare Zavattini, mentre Tonino Guerra sarà protagonista, nel centenario della nascita, di altri appuntamenti tra Santarcangelo di Romagna e Pennabilli. Ci prepariamo intanto, con Ravenna, al ricco calendario di appuntamenti per i 700 anni dalla morte di Dante nel 2021.

Un turismo esponenziale
Il lavoro svolto in questi anni ha concorso alla crescita esponenziale dell’attrattività turistica dell’intera regione, caratterizzata anche dal richiamo culturale. Nella sola Bologna, negli ultimi cinque anni, i turisti sono cresciuti del 46% e le presenze del 44%. Non si tratta soltanto di un segno «più», ma di un vero e proprio volano che trasforma la città e traina la crescita dell’intera area metropolitana. Non a caso aumenta in maniera netta proprio la richiesta per i tour legati ai punti di interesse culturali. La Lonely Planet ha da poco realizzato la sua prima guida completa dedicata all’Emilia-Romagna. La pubblicazione evidenzia i sedici elementi principali che ne fanno una meta imperdibile: dalle città d’arte ai brand motoristici nel Modenese, dai 14 siti Unesco a Rimini capitale della Riviera, senza dimenticare le ricchezze naturali, dall’Appennino alle Foreste Casentinesi, del territorio.

L'autore Stefano Bonaccini è presidente della Regione Emilia-Romagna

Stefano Bonaccini, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020


GDA aprile 2020

Vernissage aprile 2020

Il Giornale delle Mostre online aprile 2020

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012