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Aste

Boetto: arte povera ok, ma l’antiquariato è d’occasione

Le case d'asta in Italia

Marco Canepa

Intervista a Marco Canepa, direttore responsabile del dipartimento di Arte moderna e contemporanea.

Nella storia della vostra casa d’aste e dall’inizio della vostra attività, quali sono stati i vostri top lot storici?

Le aste Boetto s.r.l. sono attive nel campo delle aste dai primi anni ’80 e in questi anni hanno esitato migliaia di lotti con i prezzi più vari. Sicuramente il settore dove si sono registrati i migliori record d’asta è quello dell’arte moderna e contemporanea, dove i migliori risultati sono stati: Lucio Fontana «Concetto Spaziale. Ellisse», 1967, legno laccato blu elettrico, 173x72x10 cm, firmato sul retro e venduto a 492mila euro nell’asta del 27 ottobre 2016; Keith Haring, «Senza titolo», 1982, acrilico su tavola 305x284 cm (dittico) datato 6/20/82 e firmato in basso a destra, venduto a 456mila euro nell’asta del 23 ottobre 2012. Molto interessanti sono stati anche gli esiti nelle aste di antiquariato, dove a fronte di una contrazione dei prezzi per gli oggetti di qualità media, ottimi risultati si ottengono con i dipinti e gli oggetti da collezione, tra questi segnaliamo: Scuola toscana XVI secolo, «Madonna con Bambino con paesaggio sullo sfondo», olio su tavola non palchettata 42x60 cm, venduta a 245mila euro nell’asta dell’8 giugno 2016. Uno dei settori più vivi, soprattutto per percentuale di lotti venduti, è quello del design, che grazie al grande interessamento da parte degli acquirenti stranieri registra sempre ottimi risultati tra cui segnaliamo: Osvaldo Borsani e Lucio Fontana, «Un tavolino», esecuzione Arredamenti Borsani dei primi anni ’50, vetro retro dipinto, legno di noce, venduto a 184.500 euro nell’asta del 25 ottobre 2017.

Quali sono le categorie di compratori oggi - età, sesso, professione…?
Varia è la composizione degli acquirenti delle aste. Sicuramente il pubblico più giovane mostra la preferenza per il design e l’arte contemporanea, mentre l’antiquariato è preferito da un pubblico più maturo.

Perché comprano arte?
Oggi molti sono i motivi per cui si compra arte. Nell’arte contemporanea vi è ancora una forte connotazione speculativa in quanto i prezzi sono ancora in crescita, soprattutto per quanto riguarda gli autori più storicizzati e per le opere più contemporanee. Il design è comprato soprattutto da clienti esteri che possono trovare in Italia oggetti di grande qualità a prezzi ancora competitivi rispetto ad altri mercati. L’antiquariato ha raggiunto prezzi talmente competitivi da diventare interessante per chiunque voglia arredarsi la casa con pezzi nati per arredare palazzi nobiliari, ma oggi alla portata, oggetti che hanno attraversato la storia e che nel futuro non potranno che veder aumentare il loro valore.

Su quali categorie di opere, autori, epoche suggerite di investire?
Il mercato del contemporaneo si sta rivolgendo verso artisti di respiro internazionale o che, avendo acquisito una certa storicità, non avevano ancora rilevanza sul mercato (come per esempio Salvo o Turcato, soprattutto con le Gommapiume). C’è da notare un certo ritorno al figurativo (Sironi, Donghi, de Pisis), ma gli autori su cui investire sono, a nostro avviso, quelli dell’Arte povera, Salvo, Garutti, Rotella e tutto il Nouveau Réalisme. Nell’antiquariato le tipologie su cui investire sono sicuramente i dipinti del sei-settecento e l’oggettistica di alta epoca.  Anche il mobile del Settecento può rivelarsi un ottimo investimento, perché con una cifra molto contenuta oggi si può acquistare mobili che fino a poco tempo fa erano alla portata di poche persone. Per quanto riguarda il design il consiglio è di investire in opere di designer di alto livello come Gio Ponti, Franco Albini, Max Ingrand e Carlo Scarpa.

Qual è la vostra previsione per il mercato del 2019?
Per il 2019 ci aspettiamo un consolidamento del mercato in tutti i settori e soprattutto speriamo che le nuove normative sull’esportazione che dovrebbero entrare in vigore alla fine del 2019 possano dare nuovo vigore alle vendite all’estero rendendo il nostro Paese nuovamente appetibile alla clientela internazionale.

Potete già fare qualche anticipazione delle vostre proposte del prossimo anno?
Ancora non possiamo fare anticipazioni sulle aste future, ma speriamo che il 2019 possa essere un anno altrettanto ricco e interessante come quello appena passato.

Come è composto oggi il vostro staff?
Le aste Boetto sono divise in dipartimenti gestiti in autonomia dai rispettivi capi dipartimento, per l’antiquariato Marco Capozzi, per il design Sergio Montefusco, per l’arte Moderna e Contemporanea Marco Canepa e per il dipartimento Gioielli Maurizio Simonetti.

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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