Bodø: la prima capitale culturale oltre il Circolo polare

Posizione geografica e potenza dell’impatto paesaggistico sono la base del programma della località norvegese ricco di oltre mille eventi. Tra i protagonisti, lo stoccafisso e la «veneziana» Via Querinissima

Il 3 febbraio l'inaugurazione di Bodø2024 si tiene a cura del team phase7 sul palco galleggiante progettato da Bjørnådal Arkitektstudio
Elena Franzoia |  | Bodø

Per la prima volta, una località che si trova oltre il Circolo polare artico è stata nominata Capitale europea della Cultura (ECoC). Si tratta della norvegese Bodø (cittadina di meno di 45mila abitanti) con la Contea del Nordland, che nel 2024 divide l’ambito titolo con la estone Tartu e l’austriaca Bad Ischl. Importante porto peschereccio e «porta» sulla terraferma delle Isole Lofoten, quasi completamente rasa al suolo dai bombardamenti nazisti nel maggio 1940, Bodø non può certo vantare antichi monumenti o un centro storico d’eccezione, ma particolarità della posizione geografica e potenza dell’impatto paesaggistico la rendono meta ideale per le attività sportive ed escursionistiche, che consentono peraltro di apprezzare spettacolari fenomeni naturali come il sole di mezzanotte e l’aurora boreale.

Di grande importanza appaiono i patrimoni, di carattere materiale e immateriale, legati alla presenza dell’antico popolo nomade dei Sami e a una presenza umana che vanta nell’Arcipelago delle Isole Vega, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2004, più di 10mila anni di vita. Sede di un’omonima Biennale, Bodø è la terza città norvegese a diventare Capitale europea dopo Bergen (2000) e Stavanger (2008). Il grande opening di Bodø2024 è previsto il 3 febbraio, quando al cospetto della regina Sonja sarà inaugurato un programma annuale di oltre mille eventi, che inizieranno con una spettacolare cerimonia pensata dal team berlinese phase7 su un iconico palco galleggiante progettato nel porto della città da Bjørnådal Arkitektstudio.

I legami con l’Italia: il baccalà
Via Querinissima Stockfish. Foto Marie Peyre Bodø2024
Alla fine dell’ottobre scorso l’Arsenale di Venezia ha ospitato la prima internazionale della «Querini Opera», definita dal «Financial Times» «la più commovente opera lirica mai dedicata allo stoccafisso». Composta nel 2012 da Henning Sommerro (musica) e Ragnar Olsen (libretto) e segnalata tra gli highlights di Bodø2024, l’opera ricostruisce la storia del nobile mercante veneziano Pietro Querini che, partito nel 1431 con la sua nave carica di tessuti per la fiamminga Bruges, fu vittima di una terribile tempesta al largo delle coste francesi. Dopo settimane di deriva, nel gennaio del 1432 la Corrente del Golfo spinse i soli 11 naufraghi superstiti su un isolotto vicino alla più meridionale delle Isole Lofoten, Røst. Ospitati per tre mesi dai pescatori locali, Querini e i suoi ebbero modo di conoscere lo stoccafisso (il merluzzo essiccato all’aria), che trasformarono in lucrosissimo commercio capace di arricchire per generazioni la nobile famiglia Querini. È così che nacque il baccalà (il merluzzo conservato sotto sale). Al suo ritorno in patria, il mercante descrisse la sua esperienza in una dettagliata relazione al Senato veneziano, che costituisce tuttora un’importante fonte storica per ricostruire vita e usanze dell’antico popolo delle Lofoten. Da questa singolare vicenda nasce la decisione di candidare al Consiglio d’Europa nell’ambito di Bodø2024, da parte tra gli altri delle Regioni del Veneto, Nordland (Norvegia) e Västra Götaland (Svezia), un nuovo itinerario culturale europeo, la Via Querinissima.

Il popolo Sámi
Røst, Querini Opera. Foto Annar Bjørgli
Attestato già dal VI sec. d.C., il popolo nomade dei Sámi è tra i protagonisti di Bodø2024. Omaggi alla cultura lappone riguarderanno non solo eventi musicali e teatrali, come la «Sámi Theatre Trilogy» che avrà per tema il cambiamento climatico, ma anche le arti visive. Già presentato alla Biennale di Venezia, il progetto «Árran 360°» vedrà impegnati sei videoartisti lapponi in un nuovo progetto digitale, mentre dal 24 aprile una serie di mostre trasformerà per tutto l’anno il rinnovato Bådåddjo Musea (Bodø City Museum) in un tempio della cultura sámi. Arte lappone protagonista anche alla Adde Zetterquist Art Gallery, che in uno splendido edificio del Nordland National Park Centre accoglie l’opera degli artisti contemporanei sámi Per Adde e Kajsa Zetterquist.

I luoghi della cultura
La Stormen Concert Hall nell'omonimo centro culturale
Nel 2024 compie dieci anni il centro culturale Stormen, progettato nel porto di Bodø dallo studio inglese Drdh Architects, che ospita una sala da concerti da 900 posti e una magnifica biblioteca pubblica in cui regna sovrano il legno. Compie invece trent’anni il Museo dell’aviazione norvegese, i cui 10mila metri quadri di esposizione permanente narrano la storia dell’aeronautica civile e militare del Paese.
Tra le altre realtà museali della città si segnalano il Jekt Trade Museum, molto amato dagli abitanti di Bodø, focalizzato sul particolare tipo di imbarcazione (jekt) che fin dal Medioevo consentì il traffico commerciale lungo le coste del Nord. Interessante sia per l’avveniristica architettura disegnata da Steven Holl sia per l’incantevole posizione nella campagna di Hamarøy è il Centro Hamsun, dedicato allo scrittore premio Nobel Knut Hamsun.
Entrambi i musei appartengono al circuito Nordlandsmuseet, che riunisce 18 realtà museali della Contea. Tra le altre istituzioni culturali spiccano la Fondazione Adelsteen Normann, che preserva a Bodø opera e memoria dell’omonimo pittore paesaggista ottocentesco, e la galleria d’arte Bodøgaard, la più importante collezione privata della Norvegia settentrionale. In occasione di Bodø2024 renderà omaggio al mondo artico con la mostra «Dal Nord», presentando rari diari di viaggio accostati a opere di Peder Balke, altro celebre pittore paesaggista ottocentesco.
È inoltre prevista l’apertura di una sede locale del Museo d’Arte della Norvegia settentrionale.

Parchi naturali e Land art
Kjerringøy Land Art Biennale. Foto Marie Peyre Bodø2024
Il Nordland ospita ben nove parchi naturali. Nel Parco Saltfjellet-Svartisen si trova il ghiacciaio Svartisen, il più grande dell’intera Scandinavia settentrionale, mentre il Parco Nazionale Rago compone insieme a tre parchi svedesi una delle più vaste aree naturali protette europee.
La Land art impera in alcune importanti manifestazioni, come la Kjerringøy Land Art Biennale nel paesino di Kjerringøy, che nonostante i suoi soli 350 abitanti custodisce il complesso della Vecchia stazione commerciale, uno dei monumenti architettonici più importanti della regione. Il Lofoten International Art Festival (Liaf), fondato nel 1991, è la più antica biennale scandinava e propone mostre e installazioni site specific. Una singolare «antibiennale» sarà realizzata in estate nell’ambito di European Cabins of Culture, progetto che riutilizza a fini culturali i celebri shelter turistici scandinavi dedicati agli escursionisti, di cui 550 si trovano in Norvegia.

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