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Redazione
Leggi i suoi articoliLa mostra «Bisanzio in Svizzera», al Musée Rath fino al 13 marzo, è importante per diverse ragioni. È la prima mostra di opere del periodo e dell’impero bizantino (330-1465) nel Paese ed è composta interamente da oggetti e opere d’arte da musei pubblici e privati svizzeri. Ma non si propone come una rassegna storica esaustiva.
La gran parte dei 600 pezzi provengono dal complesso dei musei ginevrini, dal Musée d’art et d’histoire e da chiese dei cantoni cattolici. Gli oggetti offrono uno spaccato storico dei gusti e degli interessi dei collezionisti svizzeri, come i fratelli Gaspare e Giuseppe Fossati e Janet Zakos, vedova del mercante antiquario George Zakos.
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Dal primo di settembre ha preso il posto di Luca Massimo Barbero, che ha assunto il ruolo di presidente
Sarà annunciato entro il 30 ottobre il vincitore tra Capri, Civita di Bagnoregio in aggregazione con Bolsena, Padova e Pozzuoli
Curata riunendo autori internazionali affermati, tra cui anche Natalie Curtis, Lars von Trier, Yung-Hsiang Chou e David Allan Brandt, e nuove generazioni di autori, l’esposizione si conferma uno dei punti di ricerca più interessanti sul rapporto tra fotografia, cinema e arti visive contemporanee.
L’iniziativa, promossa dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, punta a verificare se l’esperienza culturale possa diventare uno strumento integrato nelle politiche di salute pubblica

