Bethenod, il ministro degli esteri di Pinault

Il funzionario lascia dopo 10 anni le sedi veneziane della Fondazione per dirigere la nuova Bourse de Commerce

Martin Bethenod. Foto di Vincenzo Pinto
Enrico Tantucci |

Venezia. È stato per dieci anni il «ministro degli Esteri» di François Pinault in laguna, gentile e discreto quanto efficiente. Prima del suo arrivo, la fondazione del magnate e collezionista francese che gestisce Palazzo Grassi e Punta della Dogana era come separata da Venezia da un velo trasparente di distacco e diffidenza. Ma è stato proprio Martin Bethenod (54 anni, direttore dei due spazi espositivi dedicati al contemporaneo, dopo essere stato tra l’altro per sei anni alla guida della Fiac, la Fiera dell’arte Contemporanea di Parigi, contribuendo a rilanciarla) con la sua sincera voglia di dialogare e di aprirsi alla città, a contribuire a squarciarlo. Grazie soprattutto all’apertura del Teatrino di Palazzo Grassi, divenuto progressivamente un punto di riferimento permanente per incontri ed eventi legati alle arti, alla musica, al cinema, alla letteratura che ormai coinvolgono regolarmente
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