Benetton nelle Carceri asburgiche (a passo di danza)

Le Gallerie delle Prigioni a Treviso compiono un anno: un primo bilancio

La sede di epoca asburgica delle attuali Gallerie delle Prigioni di Treviso. Cortesia Le Gallerie delle Prigioni, Treviso
Veronica Rodenigo |  | Treviso

È trascorso più di un anno dalla rinascita delle ottocentesche carceri asburgiche a nuovo spazio culturale ed espositivo nel cuore della città del Sile. Acquistate insieme all’attiguo ex tribunale nel 2013 da Edizione Srl (la holding interamente controllata dalla famiglia Benetton) e oggetto di un attento restauro a firma di Tobia Scarpa, le Gallerie delle Prigioni hanno inaugurato nell’aprile 2018 esponendo a rotazione la collezione di Imago Mundi, progetto no profit di Luciano Benetton che durante i suoi viaggi ha commissionato ad artisti di ogni continente opere di piccolo formato giungendo a raccogliere oltre 25mila lavori afferenti a 150 Paesi.

Non sono solo, però, una fissa dimora per un progetto nato nomade (numerose in passato le esposizioni temporanee nella nostra Penisola e all’estero) bensì un luogo, come precisa il direttore delle Gallerie, Enrico Bossan, dove poter dare libera
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