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Mostre

Bauhaus alle porte: a scuola di libertà

Iniziano le celebrazioni per il centenario della «creatura» di Walter Gropius

A sinistra, «Forms And Records No 01» (2014) di Doug Fogelson; a destra, «Spiegelungen zwischen Bauhaus-Türen in Dessau», di Marianne Brandt. Per entrambe le foto, courtesy NRW Forum Düsseldorf

Düsseldorf (Germania). L’inaugurazione ufficiale delle celebrazioni per il centenario della nascita del Bauhaus è alle porte. Weimar, prima casa della Staatliche Schule fondata da Walter Gropius nel 1919, darà l’avvio a gennaio a una serie di eventi dentro e fuori i confini tedeschi.

Dal 7 dicembre al 10 marzo il NRW-Forum ospita la mostra «Bauhaus e Fotografia - Neues Sehen nell’arte contemporanea», che mette a confronto le sperimentazioni fotografiche di quegli anni con opere della contemporaneità per comprendere le influenze esercitate dalla scuola di Weimar nei nuovi linguaggi artistici. L’espressione «Neues Sehen» contenuta nel titolo definisce una corrente stilistica sviluppatasi negli anni Venti, collegata ai principi del Bauhaus.

Il «nuovo modo di vedere» con la fotocamera, che trovò un perfetto contraltare nella pittura della Neue Sachlichkeit, considerava la fotografia una pratica artistica autonoma (con le sue leggi di composizione e illuminazione) e l’obiettivo un secondo occhio per guardare il mondo. Nuove e sempre mutevoli prospettive, inquadrature e angolature volevano alleggerire le rigide strutture del passato e creare inediti linguaggi.

La nuova percezione dell’ambiente da parte degli studenti di fotografia di László Moholy-Nagy nel primo Bauhaus non era alla ricerca di regole ma di libertà, sperimentazione e dinamismo, doti che ben si adattavano al progresso sociale in corso documentandolo alla perfezione. La fotografia entrava a pieno titolo nel novero delle discipline dell’arte, materia di studio indipendente in scuole e Università.

Alla mostra di Düsseldorf, opere di Moholy-Nagy, Marianne Brandt, Erich Consemüller, Walter Peterhans, Lucia Moholy e altri figurano accanto ad artisti contemporanei come Thomas Ruff, Dominique Teufen, Viviane Sassen, Stefanie Seufert e a giovani studenti del Dipartimento di Design della Hochschule di Darmstadt e della facoltà di Design della Technische Hochschule Norimberga. Oltre 300 opere mostrate per la prima volta alla Werkbundausstellung Film und Foto a Stoccarda, Berlino e Zurigo negli anni 1929-30, sono esposte insieme a scatti, progetti digitali sculture e video-installazioni del nostro tempo.

Dopo Düsseldorf la mostra sarà a Berlino e a Darmstadt, dov’è stata concepita e finanziata.

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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