Balka nel tunnel a nervi scoperti

Un allestimento polisensoriale all’Hangar

Federico Florian |  | Milano

«La contemporaneità non esiste, non possiamo cogliere lo scorrere ininterrotto del tempo. Nel momento stesso in cui ci muoviamo verso il futuro, siamo sempre già nel passato. Questa è la condizione della mia scultura»: così l’artista polacco Miroslaw Balka (Varsavia, 1958), in occasione di una mostra allestita alla Tate Britain di Londra del 1995, definì la sua pratica; una sorta di gioco a rimpiattino tra passato, presente e futuro, in cui la nozione di attraversamento spazio-temporale acquisisce un ruolo di primo piano. «CROSSOVER/S», inglese per «passaggio» e «trasformazione», un cambiamento di stato che implica un attraversamento, non a caso, è il titolo della retrospettiva (la prima in Italia) che Pirelli HangarBicocca dedica a Balka fino al 30 luglio. Una mostra, a cura di Vicente Todolí, che raggruppa nell’ampio spazio delle Navate 15 lavori tra sculture, installazioni e video
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