Astronavi galattiche sul pianeta Miart

Arrivano altri fuoriclasse stranieri: Marian Goodman, Hauser & Wirth, Thaddaeus Ropac ecc

Franco Fanelli |

Dal 5 al 7 aprile si svolge nel padiglione 3 di fieramilanocity l’edizione 2019 di Miart, la terza diretta da Alessandro Rabottini. Potrebbe essere la più bella edizione di sempre, a giudicare dalle gallerie partecipanti: 186 da 19 Paesi con opere dal moderno al contemporaneo. Tra esse alcune top player all’esordio alla mostra mercato milanese: Cabinet, Corvi-Mora, Marian Goodman, Hauser & Wirth, Thaddaeus Ropac e, sorpresa, Tucci Russo, uno dei «padri fondatori» della principale concorrente, Artissima di Torino. È l’ennesima conferma del momento di grazia attraversato da Milano, come sottolinea lo stesso Rabottini in questa intervista.

Lei è alla sua terza edizione come direttore artistico di Miart. Qual è il suo personale bilancio?

Mi sembra di poter dire che sia molto positivo, poiché siamo cresciuti sotto tanti punti di vista. Sono aumentati gli espositori: quest’anno sono 186, l’anno
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