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Aste del XX e XXI secolo in Italia | BLINDARTE

Il 4 dicembre un Rauschenberg del 1971, un lavoro poverista di Pistoletto e un'opera fotografica di Gino De Dominicis

Michelangelo Pistoletto, «Il disegno della porta e dello specchio», lavoro realizzato nel 1980

Milano. Il 4 dicembre si tiene l’asta di Blindarte, che include fra i top lot due opere provenienti dalla collezione della baronessa Lucrezia De Domizio Durini, da cinquant’anni attiva nel campo dell’arte contemporanea e della cultura nelle vesti di collezionista, giornalista, scrittrice, editrice e mecenate.

Si tratta di un lavoro del periodo poverista di Michelangelo Pistoletto, «Il disegno della porta e dello specchio», realizzato nel 1980 durante il suo soggiorno tra Pescara e Bolognano al tempo del sodalizio artistico con la baronessa (180-250mila) e un lavoro fotografico di Gino De Dominicis, «Quando non si parla più di immortalità del corpo. Mostra riservata agli animali» del 1975 (140-180mila). Quest’ultima opera fu realizzata dall’artista anconetano per l’inaugurazione della mostra alla galleria De Domizio Durini di Pescara, quando ne consentì l’accesso solo a un gruppo di animali, lasciando fuori tutte le persone.

Da citare ancora, nella stessa asta, una delle prime e rare opere della serie «Cardboards» di Robert Rauschenberg «Parsons’ live plants ammonia» (1971), che qui utilizzò il cartone delle scatole che contenevano una nota marca di candeggina decontestualizzando l’oggetto e attribuendogli un nuovo valore artistico, secondo la sua interpretazione di un concetto alla base del Dadaismo e del ready made (500-700mila).

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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