Assessori d'Italia: Vittoria Poggio

PIEMONTE | Assessora alla Cultura, Turismo e Commercio

Alessandro Martini |  | Torino

Assessora Poggio, che cosa ha fatto il suo Assessorato in questi mesi di pandemia?
«Nel 2020 abbiamo stanziato 51,4 milioni di euro di cui 3 destinati a un bonus da 700 a mille euro per i lavoratori autonomi, imprese individuali e soggetti costituiti in forma di associazione o di altra tipologia di ente non lucrativo di diritto privato o di società. A questo fondo hanno avuto accesso oltre 3.400 soggetti».

Che cosa avreste voluto, ma non siete riusciti a fare?
«Avremmo voluto tenere aperti i teatri, i cinema e i musei, ma l’evoluzione della pandemia nel periodo autunnale non ce l’ha consentito. Eravamo pronti. La programmazione degli spettacoli si è trasferita su piattaforme digitali. Siamo la prima Regione ad aver avviato una sperimentazione per portare a casa del pubblico le rappresentazioni attraverso visori in 3D che si possono noleggiare in alcune librerie. L’elenco e la programmazione si può consultare sul sito di “Piemonte dal Vivo”».

Quanti fondi avete avuto a disposizione nel 2020? Quanti, tra ordinari e straordinari, avete messo a bilancio per il 2021?
«Nel 2020 abbiamo costituito un Fondo di Solidarietà Cultura di 3 milioni di euro e sono stati attivati un fondo dedicato a sostegno dell’editoria e un altro di 3 milioni per il cinema d’animazione. Agli enti e istituzioni culturali di cui la Regione è socia sono stati destinati 25,9 milioni di euro. Alla rete delle associazioni e delle realtà culturali dello spettacolo sono stati assegnati, tramite bandi, 7,6 milioni di euro; 7,2 milioni per le biblioteche, l’editoria e le istituzioni culturali; 5 milioni per il patrimonio culturale dei Comuni del Piemonte riconosciuti dall’Unesco; 480mila euro per la valorizzazione degli ecomusei; 200mila per il sistema archivistico valdese metodista e 240mila per quello bibliotecario ed ecclesiastico regionale. Infine, 40mila per la valorizzazione della Sacra di San Michele. Per il 2021 vogliamo difendere i livelli di risorse destinate ai bandi per il complesso culturale piemontese diffuso».

Che cosa vorreste fare in futuro e con quali finanziamenti e collaborazioni con altri soggetti?
«Il 2021 ci vedrà impegnati nella definizione del Programma Triennale 2022-24 per la Cultura che specificherà le linee strategiche della politica regionale, un lavoro che coinvolgerà i Tavoli istituiti con un’apposita legge. Proseguiremo il confronto con altri protagonisti pubblici come i Ministeri della Cultura e del Turismo e come le fondazioni bancarie, che giocano un ruolo fondamentale nel sostegno al settore».

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