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BOLOGNA | Assessore Turismo e promozione della Città, Cultura e Immaginazione civica

Stefano Luppi |  | Bologna

Quali iniziative e indirizzi avete preso in questo anno così complesso?
Intanto, fin da marzo 2020 abbiamo attivato azioni di ascolto e orientamento degli operatori culturali della città, a cui è seguita la messa in campo di sostegni concreti a partire da un progetto pilota per il sostegno alle produzioni musicali di Bologna, Città della Musica Unesco: 200mila euro di contributi per oltre 40 progetti, per un totale di oltre 200 domande pervenute. Per il 2020 «Incredibol!», lo storico progetto per lo sviluppo delle industrie culturali e creative gestito dal Comune e sostenuto dalla Regione, ha assegnato mezzo milione di euro di contributi a 34 realtà culturali di vari ambiti, dalle arti visive allo spettacolo dal vivo, dal cinema ai videogame. Inoltre «Bologna estate 2020» è stato il primo cartellone estivo a partire in Italia, il 15 giugno scorso, con centinaia di eventi diffusi in totale sicurezza per un investimento di oltre 600mila euro. Il MAMBo, dopo la chiusura per decreto, si è trasformato in uno spazio per la produzione artistica, ospitando giovani artisti in residenza.

Che cosa non siete riusciti a portare a termine?
Una delle categorie più colpite dalla crisi è quella degli artisti che non hanno un contratto stabile né una partita Iva, persone fisiche, perciò difficili da raggiungere per un ente pubblico. Stiamo ragionando su come poter mettere in campo misure ad hoc: finora li abbiamo raggiunti indirettamente, attraverso contributi ad associazioni, fondazioni, imprese.

Capitolo fondi: quanti nel 2020 e quanto a preventivo per il 2021?
All’inizio del 2020 il Dipartimento Cultura aveva un budget assegnato di 11,154 milioni di euro, in corso d’anno sono state aggiunte ulteriori risorse fino ad arrivare alla fine del 2020 a 14,851 milioni di euro. Per il 2021 sono attualmente a bilancio 11,41 milioni di euro.

E per il futuro, che cosa prevedete? Magari anche in collaborazione con altri soggetti?
Il Recovery Plan sarà la prossima grande opportunità per creare progetti di rigenerazione urbana a base culturale e creativa, in cui favorire l’attrazione del talenti e lo sviluppo di professioni culturali e creative. Dovremo agire in forte sinergia con il livello metropolitano, regionale e nazionale per definire un piano di sviluppo ambizioso. Serviranno innanzitutto alleanze strategiche con l’Università e le principali istituzioni cittadine, e con le realtà private, tra cui la Fondazione Golinelli e la Fondazione Mast.


L'inchiesta è pubblicata nel numero di marzo del Giornale dell'Arte e sarà disponbile online nel corso del mese.

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