Assessori d'Italia: Francesca Leon

TORINO | Assessora alla Cultura

Francesca Leon
Alessandro Martini |  | Torino

Come Assessorato alla Cultura, che cosa che cosa avete fatto in questi mesi di pandemia?
«Lo spaesamento collettivo, fin dai primi momenti del dilagare della pandemia, ci ha portato a mantenere un contatto costante con le diverse componenti del sistema culturale cittadino. Gli obiettivi erano far sentire la presenza dell’Amministrazione comunale, venire a conoscenza diretta dei problemi e delle necessità da riportare al Governo centrale, anche grazie all’alleanza trasversale con gli assessori alla Cultura di 12 grandi città italiane. Le prime azioni concrete sono state la sospensione di canoni e tasse, la possibilità per chi era titolare di convenzioni e la garanzia dei contributi stanziati a bilancio. La Città, insieme alle istituzioni culturali, non ha smesso di programmare, sia utilizzando il digitale (ricordo la “Maratona” per celebrare il 25 Aprile, “Salto Extra” nelle giornate di maggio del Salone del Libro, il videomapping sulla Mole Antonelliana in occasione di Torino Città del Cinema, “San Giovanni al cubo” costruito con Firenze e Genova), sia progettando la ripartenza a partire dallo spazio pubblico con “Torino a cielo aperto”: un cartellone diffuso in 22 punti estivi realizzati da associazioni culturali; 4 arene cinematografiche; due palchi all’aperto: “Blu Oltremare” nel cortile di Combo e l’arena della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. Torino, inoltre, è riuscita a presentare al pubblico i suoi maggiori festival: Tjf-Torino Jazz Festival, MiTo, TorinoDanza».

Che cosa avreste voluto ma non siete riusciti a fare?
«Il dialogo diretto tra i 12 assessori alla Cultura e il Ministero dei Beni culturali (oggi della Cultura, Ndr) è da considerarsi come esempio di una nuova forma di collaborazione. Questo dialogo, oggi, non è ancora un metodo di lavoro e a nostro avviso è indispensabile per programmare le riaperture dei luoghi della cultura e immaginare un progetto di ripartenza culturale nazionale. Con Anci-Associazione Nazionale Comuniti Italiani abbiamo chiesto al Governo un fondo destinato ai Comuni per la ripartenza culturale. Ad oggi non ci siamo ancora riusciti».

Quanti fondi avete avuto a disposizione nel 2020? Quanti, tra ordinari e straordinari, avete messo a bilancio per il 2021?
«Nonostante la pandemia, con le tante emergenze sociali ed economiche da affrontare, siamo riusciti a stanziare ed erogare le risorse a bilancio, permettendo la riprogrammazione delle attività. Le risorse finanziarie complessive attribuite per il 2020 all’Assessorato alla Cultura ammontavano a 19,245 milioni di euro, con un aumento rispetto al preventivo. Aumento consolidato nel 2021 con lo stanziamento a bilancio di 19,309 milioni».

Che cosa vorreste fare in futuro e con quali finanziamenti e collaborazioni con altri soggetti?
I«l primo obiettivo è garantire le risorse con l’approvazione del bilancio preventivo 2021 al fine di dare continuità dei finanziamenti indispensabili per la sopravvivenza degli operatori culturali, assegnando maggiori risorse ad alcuni settori in particolare sofferenza, come quello delle arti performative e rifinanziando il “Bando Contributi”. Così come sono state garantite le risorse alle Fondazioni partecipate. A fianco della Città e degli operatori culturali sono di supporto la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Crt grazie alle quali, tra gli altri interventi, sarà possibile avviare i lavori di restauro conservativo di Gam e Palazzo Madama. Il Teatro Regio, entro l’estate, farà partire il cantiere per l’ammodernamento della macchina scenica, grazie al finanziamento ministeriale ottenuto nel 2019 di 8,5 milioni. Proseguiranno gli interventi di restauro sul Borgo Medievale per un valore complessivo di 2,8 milioni di euro, solo per citare gli interventi più rilevanti sul recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio. Nel 2021 riproporremo “Torino a cielo aperto”, con Fondazione per la Cultura, mantenendo la programmazione di grandi eventi come Biennale Democrazia, Salone Internazionale del Libro, Torino Jazz Festival e MiTo».

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