Assessori d'Italia | Federico Caner

VENETO | Assessore al Turismo

Lidia Panzeri |

Assessore Caner, che cosa avete fatto in questi mesi di pandemia?
«Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria è apparso evidente come accanto al fronte sanitario fosse necessario intervenire per supportare i due elementi portanti della filiera di qualsiasi produzione: le imprese e il lavoro. Il turismo non fa eccezione. In poco tempo e con un grande lavoro abbiamo riprogrammato e adeguato le azioni già in programma a uno scenario profondamente mutato. È nato così il “pacchetto turismo”, un fondo da 20 milioni di euro molti dei quali derivanti dalle linee Por-Fesr e da economie precedenti. Di questi 6 milioni sono andati per azioni di sostegno alla digitalizzazione delle Pmi turistiche e di adeguamento delle strutture turistico-ricettive ai protocolli di sicurezza e prevenzione. In linea con il Piano Strategico del Turismo regionale e con il Piano di Rilancio “Veneto, the Land of Venice”».

Quali fondi tra ordinari e straordinari avete stanziato per il futuro ?
«Un terzo bando di 6,5 milioni di euro contempla due tipologie di interventi: una rivolta alla valorizzazione delle destinazioni turistiche e una rivolta alla promozione di prodotti turistici trasversali a più destinazioni del Veneto, che presuppone quindi un partenariato attivo e consapevole da parte delle Ogd (Organizzazioni di gestione della destinazione turistica) interessate. Siamo poi riusciti a elevare a quasi 3 milioni di euro il contributo a fondo perduto destinato alle agenzie di viaggio. Si aggiunge l’ulteriore finanziamento per la ristrutturazione di imprese ricettive e di una prima edizione del bando promozione per un totale di 4,3 milioni di euro. A queste azioni si affiancano gli aiuti al credito e le azioni previste dal Fse (Fondo sociale europeo) per le nuove competenze del personale delle imprese».

Quale strategia per il futuro e quali collaborazioni?
«La pandemia potrebbe portare con sé dei cambiamenti anche sul fronte della domanda turistica, oggi più che mai sensibile alle conseguenze dei cambiamenti climatici, alla sicurezza e alla qualità del sistema sanitario delle destinazioni. Il Piano Strategico del Turismo veneto approvato dal Consiglio regionale a gennaio del 2019 spinge verso l’innovazione e la differenziazione rispetto all’offerta turistica tradizionale, puntando su nuovi prodotti turistici e su nuovi modelli di accoglienza, ma anche sull’organizzazione dell’offerta tramite il digitale. L’Osservatorio Turistico regionale federato, con l’adesione di oltre 30 soggetti, ci sta consentendo di acquisire elementi di conoscenza sugli impatti della crisi, sui cambiamenti della domanda e sugli orientamenti del mercato».

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