Assessori d'Italia | Alberto Samonà

SICILIA | Assessore alla Cultura

Giusi Diana |  | Palermo

Assessore Samonà, che cosa che cosa avete fatto in questi mesi di pandemia?
«Con #Laculturariparte abbiamo, primi in Italia, riaperto musei, parchi archeologici e luoghi della cultura per ritornare alla normalità attraverso la bellezza e in sicurezza, mediante app di prenotazione online per i siti regionali. Inoltre, abbiamo adibito i luoghi della cultura a scenari naturali in cui realizzare iniziative artistiche di grande respiro, sostenendo, anche con contributi diretti, la ripresa delle attività che ruotano intorno al mondo della cultura».

Che cosa avreste voluto ma non siete riusciti a fare?
«Avevamo in programma molte iniziative che sono soltanto rinviate: fra queste, una grande giornata di studio sul ruolo del Museo Riso di Palermo quale centro propulsore per il contemporaneo anche in un’ottica di rigenerazione urbana. E poi, intendiamo organizzare la conferenza regionale dei beni culturali, per fare il punto sullo stato attuale. E inoltre, avevamo incominciato i primi incontri del progetto “I cantieri dell’identità”: nove momenti, per focalizzare l’attenzione sui piccoli borghi, sui paesi dalla grande tradizione storico culturale della Sicilia».

Quanti fondi avete avuto a disposizione nel 2020?
«Abbiamo destinato 5 milioni di euro per i minori incassi dei siti Unesco e ottenuto dal Ministero altri 7,5 milioni di euro per parchi e musei, messi a dura prova dai ridotti sbigliettamenti. Insieme a queste somme, abbiamo destinato oltre 800mila euro a iniziative culturali che potessero sancire la ripresa post pandemia e oltre un milione e mezzo per progetti di valorizzazione dei beni culturali siciliani. Ciò va aggiunto a 5 milioni per opere di riqualificazione dei cine-teatri, con bando in scadenza, 22 milioni per interventi sui teatri e 22 milioni per interventi sui musei».

Quanti, tra ordinari e straordinari, avete messo a bilancio per il 2021?
«Il bilancio 2021 è ancora in fase di elaborazione e non è possibile fornire indicazioni in merito; è chiaro, però, che si provvederà a fornire adeguata copertura per i beni culturali».

Che cosa vorreste fare in futuro e con quali finanziamenti e collaborazioni con altri soggetti?
«Abbiamo progetti finanziati con fondi PoFesr, Poc, Fsc e fondi diretti per centinaia di interventi di restauro per beni monumentali, ma anche cantieri di realizzazione di nuove aree culturali, come la cittadella della cultura che sorgerà a Messina, il nuovo allestimento dell’Albergo delle Povere di Palermo, il Museo della Nave Greca a Gela, un polo museale a Catania nell’ex ospedale Vittorio Emanuele, giusto per fare qualche esempio. Inoltre abbiamo approvato la nascita della rete delle “Case museo” dei personaggi storici della Sicilia e ampliato quella degli ecomusei. Le collaborazioni pubblico privato nell’offerta museale sono da favorire, anche mediante la nascita e il potenziamento di questi organismi».

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