Artissima è digitalissima

Anche se le ragioni d’essere di una fiera rimangono l’incontro e la concentrazione logistica

Ilaria Bonacossa. Foto: Giorgio Perottino
Jenny Dogliani |  | TORINO

Era tutto pronto. 130 gallerie, straniere al 45%, avrebbero raggiunto l’Oval dal 5 all’8 novembre. Poi, la curva dei contagi è risalita. Prima in Spagna, Francia, Inghilterra, poi in Italia. Tra visti negati e nuove limitazioni diffuse a macchia d’olio un po’ in tutta Europa, la direttrice di Artissima, Ilaria Bonacossa, si è vista costretta a cancellare la 27ma edizione a un mese dall’inaugurazione. Anche la fiera torinese ha ripiegato sull’online, o meglio, su un modello misto: Artissima Unplugged. Una «versione acustica», senza mixer, amplificatori e viewing room «improvvisate», che poi forse ai collezionisti neanche piacciono più di tanto, visti gli scarsi risultati di vendita delle edizioni online di colossi come Freeze e Art Basel.

Artissima crede nel digitale, è tra le prime fiere ad aver investito in esso nel 2017 con Artissima Digital. Un grande vantaggio che permette di utilizzare e implementare strumenti già consolidati come il catalogo digitale, dove 155 gallerie caricheranno le immagini delle opere con i relativi prezzi e vedute delle mostre in sede.

Il catalogo sarà navigabile su artissima.art dal 5 novembre al 9 dicembre, mentre già dal 3 novembre è online la piattaforma Artissima XYZ, dedicata alle sezioni curate Present Future, Back to the Future e Disegni e contenente il lavoro di trenta artisti suddivisi in tre sezioni a cui si accede da una welcome page. Ogni progetto ha una pagina per approfondire l’opera e l’artista con fotografie, video e audio.

La natura pubblica di Artissima, srl facente capo alla Fondazione Torino Musei, è un unicum che l’ha portata a essere la prima fiera diretta da un curatore (Andrea Bellini nel 2007) e la prima a rivolgere un’attenzione particolare all’aspetto culturale e alla sua ricaduta sul sistema dell’arte cittadino. Un rapporto che si consuma quest’anno a parti invertite.

Dal 7 novembre al 9 gennaio Gam, Palazzo Madama e Mao ospiteranno le opere (in vendita) di una novantina di gallerie italiane e straniere, riunite nella mostra «Stasi frenetica», curata da Ilaria Bonacossa. È un distillato delle sezioni di Artissima: Main Section e Dialogue/Monologue (cento opere alla Gam), New Entries (trenta opere a Palazzo Madama) e al Mao una decina di opere «orientaliste» da scoprire in mezzo alla collezione. Confermato, il fondo acquisizioni della Fondazione Crt e alcuni premi.

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