Artgenève entusiasma gli italiani

La fiera svizzera si rivela un’ottima piazza per concludere affari, almeno secondo gli espositori del Bel Paese

Un dettaglio di «Valchiria Mumbet» di Joana Vasconcelos
Monica Trigona |  | Ginevra

La dodicesima edizione di Artgenève si è conclusa ieri, domenica 28 gennaio. La volontà di rendere la città un originale palcoscenico per l’arte si è manifestata in diversi modi, a partire dalla scelta del gallerista Olivier Varenne, che ha presentato una mostra in un ex cinema a luci rosse e dall’insolita location della personale dell’eccentrico artista Wim Delvoye, il Musée d’art et d’histoire. Qua i pezzi della collezione hanno dialogato, in un gioco di riflessi e contrasti, con quelli del belga invitando il pubblico «a immergersi in una gioiosa e giocosa profusione di oggetti, riferimenti e interventi proposti dall’artista in nome di quello che lui stesso definisce “vandalismo elegante”».

La nuovissima sezione della fiera, «Sur mesure», dedicata alle opere monumentali, ha riunito gli impattanti lavori di Blair ThurmanOli Epp, Paul McCarthyDominique Gonzalez-FoersterJoana Vasconcelos. Di quest’ultima è rimasta memorabile la sua «Valchiria Mumbet», presentata dalla Gowen Contemporary di Ginevra, imponente opera tessile appesa al soffitto che rende omaggio a Elizabeth Mumbet Freeman, la prima schiava afroamericana che nel 1781 vinse una battaglia legale che le garantì la libertà. L’enorme «polpo», colorato e scintillante, fa riferimento diretto alla storia coloniale del Portogallo e alla tratta degli schiavi africani verso il Brasile ed è stata aggiudicata per 1,5 milioni di euro.
Lo stand di 10 A.M. ART ad artgenève
Al di là degli affari conclusi dalle realtà internazionali, abbiamo chiesto ad alcune gallerie italiane un personale commento sulla «loro» fiera. La milanese 10 A.M. ART all’apertura ha ceduto un’opera di Lucia Di Luciano al museo d’arte moderna e contemporanea di Ginevra, il Mamco, e un’altra a un’importante collezione svizzera con prezzo di listino di 25mila euro.  Sono state inoltre vendute più opere di Mario Ballocco, con range dai 35mila ai 45mila euro, di Ennio Ludovico Chiggio con prezzo di listino di 15mila euroSandro De Alexandris e Helga Philipp e un’opera dell’artista brasiliano, da poco rappresentato, Almir da Silva Mavignier ad 80mila euro.

Il direttore della galleria, Christian Akrivos, parla con entusiasmo dei risultati di quest’edizione: «Mercoledì (opening Vip) e giovedì, sono state due giornate straordinarie; abbiamo visto curatori museali internazionali e collezionisti importanti provenienti da tutta la Svizzera, dalla Francia e dalla Bulgaria. Nel nostro stand, abbiamo presentato sette artisti che rappresentiamo in esclusiva e di tutti, abbiamo venduto almeno un’opera. È la terza edizione della fiera a cui partecipiamo e ritengo questa la migliore in assoluto».

Chiara Principe, direttrice dello spazio M77, sempre con sede nel capoluogo lombardo, ha dichiarato: «alla nostra terza edizione, siamo sempre felici di tornare qua, una fiera eterogenea, contenuta nelle dimensioni e che vanta un parterre di collezionisti colti e decisamente di alto livello. Per l’edizione 2024 abbiamo deciso di esporre una selezione varia di opere dei nostri artisti, dall’ultimissima produzione pittorica e scultorea di Emilio Isgrò, attualmente in mostra in galleria con un solo show curato da Claire Gilman, chief-curator del Drawing Center di New York, alle meravigliose fotografie degli anni Trenta di Charlotte Perriand».
Lo stand di M77 ad artgenève. Foto Yosuke Kojima
I lavori dell’architetta e designer francese hanno avuto un riscontro molto positivo, comprovato dalle svariate vendite tra i 4 e i 6mila euro. «Hanno riscosso inoltre molta attenzione l’iraniana Avish Khebrehzadeh e Nino Migliori con il suo iconico “Il tuffatore” del 1951. Sebbene la fiera sembri avere ritmi più rilassati quest’anno, siamo soddisfatti della nostra partecipazione: artgenève rimane un appuntamento importante nel calendario fieristico della nostra galleria», chiosa Principe. Fabrizio Padovani, proprietario di P420 ha riscontrato che la riduzione del numero degli espositori è stato un dato positivo per chi era presente e conferma che artgenève è piccola ma «ben fatta». Nel suo stand erano esposte le opere degli artisti della galleria, dai più storici, come Irma Blank, Richard Nonas e Paolo Icaro a Pieter VermeerschHelene Appel. A loro era affiancata la ricerca di un giovane appena entrato nel roster di P420, il camerunense Victor Fotso Nyie.
Lo stand di P420 ad artgenève. Foto Sebastiano Pellion di Persano
Circa gli affari conclusi, «i primi due giorni sono stati di grande interesse. Abbiamo visto un bel pubblico e abbiamo venduto in modo soddisfacente, a partire da Helene Appel, con prezzi dai 6mila a 22mila euro, e fatto sold out di Victor Fotso Nyie, con opere da 12mila euro». Da sottolineare è ancora un’acquisizione importante da parte del Mamco che dalla galleria bolognese ha comprato uno dei video più rappresentativi della produzione di Laura Grisi, esponente della Pop art italiana e pioniera della videoarte. La richiesta dei lavori presentati andava dai 6 agli 80mila euro. «Un dato positivo che abbiamo riscontrato è che abbiamo venduto tutto a collezionisti locali e perlopiù nuovi», conclude Padovani.
Uno scorcio dello stand della Galleria Poggiali ad artgenève. Foto Lars-Ole Bastar
Per Monica De Cardenas la fiera è andata abbastanza bene anche se la gallerista milanese ha avuto l’impressione di un’affluenza di pubblico minore rispetto agli altri anni, opinione condivisa anche dalla Galleria Poggiali dalla quale arriva una conferma sulla sua provenienza. «La fiera si distingue dalle altre perché rimane un salotto piuttosto esclusivo e molto frequentato da locali. A differenza di altre manifestazioni, abbiamo riscontrato una partecipazione da parte di collezionisti e persone del luogo, un dato che contribuisce a conferirle un’atmosfera unica». Infine, sempre dalla realtà fiorentina, con sedi pure a Pietrasanta e Milano, un commento sul livello di artgenève e sul successo riscosso dallo stand: «è una fiera di alto livello, con importanti presenze internazionali e ottime proposte. Lo stand che abbiamo proposto includeva opere di Goldschmied & Chiari, Claudio Parmiggiani e Domenico Bianchi, tre artisti accomunati da una particolare attenzione alla tecnica e ai materiali, ed è stato ampiamente apprezzato. In particolare, abbiamo riscontrato un grande interesse e un buon risultato per il duo Goldschmied & Chiari».

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