Arte Fiera per cominciare l’anno

155 gallerie e quattro sezioni per la più grande vetrina dell’arte italiana del XX e XXI secolo

«West, Nelson, Nevada» di Francesco Jodice, 2017. Cortesia della Galleria Umberto Di Marino
Jenny Dogliani |

Bologna. In un mondo in cui le fiere d’arte contemporanea si moltiplicano a tutte le latitudini e acquistano sempre maggior peso come vetrina per gli artisti e per le gallerie, Arte Fiera è un patrimonio da proteggere e valorizzare. Per la sua longevità (è nata nel 1974) è anagraficamente la terza fiera al mondo, dopo Art Cologne (1967) e Art Basel (1970); un dato che ha rafforzato il suo ruolo di riferimento nel mercato (principalmente italiano), dove ha due solide competitor, Artissima e Miart.

Come ricorda Simone Menegoi, direttore al secondo anno del suo mandato, chiamato dopo una serie di edizioni di non grandissimo successo per vendite e partecipazioni di gallerie, «le specificità di Arte Fiera sono di essere una grande vetrina per l’arte italiana del XX e XXI secolo, con un solido baricentro nei Post-War Master, il forte richiamo commerciale, un pubblico più vasto e composito di quello che
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