Artchives sarà la grande fototeca italiana

La Fondazione Zeri è impegnata nell’attrarre repertori fotografici e nel favorire il loro accesso agli studiosi di tutto il mondo

Uno scorcio di scatti dal Fondo Fahy
Stefano Luppi |  | Bologna

La Fondazione Zeri non segue solo iniziative legate direttamente a Federico Zeri. Con il progetto «Artchives» (realizzato con Getty Research Institute, Scuola Normale di Pisa, Università Roma Tre e Kunsthistorisches Institut in Florenz) la Fondazione è impegnata nell’attrarre repertori fotografici e nel favorire il loro accesso agli studiosi di tutto il mondo. Fototeche perlopiù, per un totale di 145mila immagini inventariate e catalogate, che hanno incrementato il lascito originario di Zeri composto da oltre 290mila fotografie.

In particolare a disposizione c’è ora anche la fototeca da poco donata da Anna Ottani Cavina oltre a quella composta da 40mila immagini dello studioso americano Everett Fahy (1941-2018), già direttore della Frick Collection di New York (1973-86), oggetto quest’ultima di valorizzazione attraverso la pubblicazione del suo volume su Studi sulla pittura toscana del Rinascimento. Studies in Tuscan Renaissance Painting (a cura di Andrea De Marchi ed Elisabetta Sambo, edito da Officina Libraria).

La Cavina, che presso la Fondazione Zeri sta per dare alle stampe la prima monografia dedicata al pittore francese Louis Gauffier (1762-1801), ha destinato all’ente un fondo di circa 18mila fototipi, per la maggior parte gelatine ai sali d’argento e fotocolor, che documenta i campi di ricerca privilegiati dalla studiosa, in particolare il Seicento caravaggesco e i Carracci, la pittura e grafica del Settecento, la decorazione d’interni e il paesaggio.

A questi materiali si aggiunge una sezione di 4.035 fototipi utilizzati per la didattica e le conferenze. Molteplici infine le iniziative «in presenza», previste appena l’emergenza sanitaria lo consentirà. Prenderà il via «Il mestiere del conoscitore. Il magistero di Roberto Longhi», seminario a pagamento a cura di Andrea Bacchi, Daniele Benati e Laura Cavazzini, mentre sono previste le mostre «La Galleria Sangiorgi nei materiali Zeri e Mancini» e «Un artista fotogenico: la fortuna fotografica di Raffaello».

© Riproduzione riservata Materiale dal Fondo Ottani Cavina
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