Art-Rite: il rito dell’arte va all’incanto

Le case d'asta in Italia

A sinistra Attilio Meoli, a destra Federico Bianchi
Michela Moro |

Intervista ad Attilio Meoli, socio fondatore e amministratore unico di Art-Rite e a Federico Bianchi, socio e capo del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Art-Rite.

Nella storia della vostra casa d’aste e dall’inizio della vostra attività, quali sono stati i vostri top lot storici?

F.B.: Premesso che non disponiamo di un ampio track record in quanto abbiamo iniziato a operare nel febbraio di quest’anno (2018), possiamo, per contro, già indicare alcune vendite a nostro avviso significative, quali, ad esempio: Alighiero Boetti, «Centonovantasettequattro» del 1974, penna a sfera su carta, 70x100 cm, aggiudicato a 119.370 euro (diritti inclusi); Vincenzo Agnetti, «Dimensione e infinito sono un unico muro» del 1970, bachelite incisa, 70x70 cm, aggiudicato a 59.100 euro (diritti inclusi); Georges Mathieu, «Composizione» del 1953, pastello e gouache su carta Canson applicata su tela,
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