Art Basel, si riparte davvero?

Che cosa espongono nella fiera più importante del mondo 20 gallerie italiane pronte a catapultarsi in un futuro ignoto prossimo venturo

ArtBasel 2021
Elena Correggia |  | Basilea

Posticipata da giugno a settembre, dal 24 al 26, l’edizione 2021 di Art Basel segna il ritorno in presenza di uno dei più attesi appuntamenti mondiali con l’arte moderna e contemporanea. 20 le gallerie italiane su un totale di 273 espositori internazionali alla rassegna quest’anno resa unica dal format che coniuga la presenza negli stand a un programma di esposizioni digitali, allo scopo di ampliare il più possibile la platea di pubblico.

«Le più importanti gallerie a livello mondiale hanno dato conferma di partecipazione e sono sicuro che sapranno accogliere con una proposta di notevole livello il pubblico europeo e, ci auguriamo, americano», commenta Filippo Di Carlo della Galleria dello Scudo (Verona), che propone una selezione di maestri del Novecento italiano, da de Chirico a Vedova, passando per la pittura meditativa di Giorgio Morandi fino a Carla Accardi. In particolare di de Chirico è presentato l’olio su tela «Les gladiateurs» del 1928 (quotazione sopra il milione di euro), mentre di Vedova è offerta una tecnica mista della serie dei «Rossi ’83», (sopra il mezzo milione), l’unica in commercio, dato che le altre sono custodite presso la Fondazione Vedova.

Alfonso Artiaco è molto realista e si aspetta «una flessione a causa delle restrizioni sui viaggi di molti visitatori che abitualmente arrivavano dall’America e dall’Asia». Nel suo stand un’opera recente di Giulio Paolini, «Giove e Antiope» del 2016-21 (300mila euro), che trae ispirazione dall’omonimo dipinto di Watteau. Massimo Minini espone alcune «Strutture» di Enzo Mari degli anni Sessanta e il lavoro concettuale e poetico al tempo stesso dell’inglese Ceal Floyer, che in «Ink on paper (Set of 40)» (45mila euro) utilizza una serie di 40 fogli di carta e sul centro di ciascuno di essi lascia scaricare completamente il colore di un pennarello diverso.

Entusiasti di poter prendere parte a questo appuntamento sono i fondatori di Galleria Continua, Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo che affermano: «Dopo tutti questi mesi si potrà recuperare il rapporto diretto con le opere esposte. Una boccata d’aria per tutto il mondo dell’arte contemporanea». Continua presenta «Messa a nudo - L», una serigrafia su acciaio inox supermirror di Michelangelo Pistoletto del 2020 (oltre 500mila euro) e un olio su tela del venezuelano Juan Araujo, «Re-environment that Horst captured I» (sopra i 15mila).

La ricerca plastica e quella cromatica si uniscono invece nelle «Colonne perse», opera di Ettore Spalletti del 2000 presentata da Lia Rumma. Ancora scultura, «Hedge» di Tony Cragg, (380mila euro), che in questo caso riflette sul rapporto fra natura e creazione umana, si può trovare da Tucci Russo, mentre A arte Invernizzi spazia da una tela estroflessa di Scarpitta del 1957 (500mila) al potere evocativo della «Biblioteca di Babele» (2020-21) interpretata da Riccardo De Marchi attraverso plexiglass e acciaio inox forato e a specchio (50mila). Un legame antico che unisce fantasia e richiami alla mitologia delle culture mediterranee trova una felice espressione in «Big Warrior», scultura in gres dell’artista siriano-libanese Simone Fattal, presentata da kaufmann repetto.

Antiche civiltà orientali, trovano eco nei lavori della serie «Ikebana» di Alessandro Piangiamore, di cui uno proposto da Magazzino (50mila euro). La resistenza della dura superficie in cemento si contrappone alla delicata bellezza dei fiori impressi sulla lastra. Una narrazione a più voci, del femminile e del femminismo, definisce poi lo spazio espositivo di Raffaella Cortese. Fra le artiste coinvolte, Yael Bartana con il neon blu elettrico «Patriarchy is history» (38mila euro) e Monica Bonvicini con una serie di disegni su catastrofi naturali.

Nella sezione «Feature» P420 allestisce infine un solo show dedicato al progetto «Coats to Borrow» dell’artista rumena concettuale Ana Lupas, che tocca temi come l’identità, la componente collaborativa durante il processo creativo e il valore di terapia sociale del fare arte. Completano la partecipazione italiana Franco Noero, Giò Marconi, Cardi Gallery, Massimo De Carlo, Lorcan O’Neill, Christian Stein, M77, Tornabuoni Arte e Zero.

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