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Gallerie

Art Basel più equa

La fiera d’arte più influente al mondo va incontro alle gallerie piccole e medie

Una veduta della scorsa edizione di Art Basel

Basilea (Svizzera). Colpo di scena ad Art Basel: per la 50ma edizione, la fiera fondata nel 1970 (al tempo gli espositori erano 90, oggi sono 290) ha adottato un nuovo sistema di prezzi per facilitare le piccole e medie gallerie che partecipano al salone per la prima volta. Un sistema più equo che prevede un aumento di costi per le grandi gallerie e che nel 2020 si estenderà alle fiere di Hong Kong e Miami Beach.

La fiera d’arte contemporanea più grande al mondo si tiene quest’anno dal 13 al 16 giugno, con preview dall’11 giugno su invito. Come già nel 2018, le opere di oltre 4mila artisti sono suddivise nelle sezioni Galleries, Statements (monografiche di giovani gallerie), Feature (progetti di artisti riconosciuti) e Unlimited (opere monumentali). Tra le 19 new entry di quest’anno figura, nella sezione Statement, la galleria di Pistoia SpazioA, che presenta il lavoro della toscana Giulia Cenci (1988).

Come nel 2018, 15 gli italiani presenti nella sezione Galleries: tra questi Massimo Minini, con opere di Carla Accardi e Giovanni Anselmo, insieme a due lavori luminosi (2012-14) di Daniel Buren e alla bellissima «Versailles» di Luigi Ghirri: l’unico scatto della serie dedicata alla reggia francese a essere stato realizzato nel 1984 (ca 24mila euro). La veronese Galleria dello Scudo sfoggia, tra le altre opere, una «Combustione plastica» di Alberto Burri del ’68 e una terracotta di Leoncillo del ’62. Tucci Russo espone un’installazione di Giulio Paolini e una testa in ceramica smaltata di Thomas Schütte (480mila euro), mentre A arte Invernizzi dedica lo stand a Mario Nigro.

Tornabuoni opta per delle «Mappe» di Alighiero Boetti ricamate su tessuto negli anni ’70-80. Tra gli stand internazionali spicca uno dei dipinti dedicati da Alberto Giacometti alla modella e amante Caroline, esposto dalla canadese Landau Fine Art. Nella sezione Unlimited, la Galleria Tega (in collaborazione con Magazzino, Ben Brown Fine Arts, Dickinson e Amedeo Porro Arte Moderna e Contemporanea) presenta un «Ambiente spaziale con tagli» (1960) di Lucio Fontana (4x8 m, prima esperienza dei «tagli» su scala architettonica) realizzato per il soffitto di un appartamento dell’imprenditore e collezionista Antonio Melandri (prezzo su richiesta). Nello stand della galleria milanese anche un’opera di Cy Twombly del ’64 (2,4 milioni di euro) e tre capolavori di Fausto Melotti: «Contrappunto VI» del 1970, «Il Sogno» del 1980 (300mila euro ciascuna) e un gesso del ’68 (600mila).

Protagonista della sezione «senza limiti» anche Galleria Continua, presente con 4 installazioni. Non lontano, Magazzino di Roma presenta il video «Aquila Non Capit Muscas», del rumeno Mircea Cantor: l’opera mostra il volo di un’aquila reale mentre punta un drone, evocando le nozioni di territorio, sorveglianza e intrusione. Tra i colossi internazionali presenti nella sezione curata da Gianni Jetzer, Gagosian espone un tronco di Giuseppe Penone e la Galerie Karsten Greve un’installazione di Jannis Kounellis del 2010. La fiera è accompagnata dal programma «Parcours» che permette di scoprire gratuitamente opere esposte in siti pubblici e privati della città.

Bianca Bozzeda, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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