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Art Basel HK: il pericolo è dietro l’angolo

La fiera di Singapore e quella di Tiwan potrebbero approfittare della crisi hongkonghese

Visitatori alla SEA Focus di Singapore del 2019

Singapore e Taiwan. La SEA Focus di Singapore, specializzata in arte contemporanea del Sud-est asiatico, è la manifestazione di punta della settimana dell’arte e si svolge dall’11 al 19 gennaio nella città che si sta a fatica riprendendo dalla brusca cancellazione, un anno fa, della fiera Art Stage Singapore. La più vasta e internazionale Taipei Dangdai si apre dal 17 al 19 gennaio (subito dopo le elezioni presidenziali di Taiwan l’11 gennaio) e deve fare i conti con il divieto di viaggiare verso l’isola (che rivendica come propria nonostante l’autonomia vigente) imposto dal Governo cinese ai suoi cittadini.

Le due città, in realtà, si stanno contendendo una fetta di mercato creata dal caos sociale ed economico che sta coinvolgendo Hong Kong. Singapore gioca la carta della sua stabilità, mentre Taiwan punta molto sulla sua libertà politica. SEA Focus quest’anno ospita 20 gallerie ed è «una forte rappresentazione dell’attuale scena artistica del Sud-est asiatico», afferma il direttore della fiera Emi Eu, che dirige anche lo STPI - Creative Workshop & Gallery di Singapore, la società organizzatrice della rassegna con il sostegno del Consiglio Nazionale per le Arti di Singapore. Il 55% degli espositori dell’anno scorso proviene dalla regione.

Nel 2020 la rassegna rafforza soprattutto la linea verde: vi espongono nuove gallerie tra cui Nova Contemporary e ROH Projects, e artisti emergenti come Luke Heng (Yavuz Gallery) e Haffendi Anuar (Richard Koh). Anche due gallerie straniere, l’australiana Jan Manton e la berlinese neugerriemschneider espongono artisti del Sud-est asiatico. Per quanto riguarda l’impatto delle proteste in corso a Hong Kong, Emi Eu afferma: «Anche se geograficamente siamo distinti dall’Asia orientale, le nostre economie sono inevitabilmente collegate. Fortunatamente a Singapore abbiamo un Governo che garantisce stabilità alla scena artistica».

A Taiwan, dove il presidente in carica Tsai Ing-wen è in testa ai sondaggi contro lo sfidante Han Kuo-yu, Taipei Dangdai ospita quest'anno 98 ​​gallerie, con nuovi ingressi tra i quali Lévy Gorvy, SCAI The Bathhouse, Eva Presenhuber e Kamel Mennour. Nonostante il divieto della Cina ai suoi cittadini di recarsi direttamente sull’isola, a meno che non si assicurino un pass speciale o partecipino a un tour guidato, dieci gallerie cinesi, lo stesso numero della scorsa edizione, hanno garantito la loro partecipazione. Il codirettore e cofondatore della fiera, Magnus Renfrew, afferma che «Taiwan ha un nucleo di collezionisti tra i più attivi e sofisticati in Asia. C’è un enorme potenziale per il mercato dell’arte nei prossimi anni».

Lisa Movius, da Il Giornale dell'Arte numero 404, gennaio 2020


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