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Restauro

Arrotolate e dimenticate per trent’anni

Restauro a vista per 9 tele di Domenico Carella che erano state rimosse da palazzi in degrado

A sinistra, una ricomposizione delle nove tele; a destra, la tela centrale con la raffigurazione dell'episodio del Giudizio di Paride

Taranto. Nella Sala Spagnola del Castello Aragonese i tecnici della Soprintendenza stanno esaminando lo stato di conservazione di nove tele dipinte nel Settecento da Domenico Carella che negli anni Ottanta erano state schiodate dai soffitti dei Palazzi Fornero e De Bellis in stato di degrado.

Le tele, una delle quali lunga dieci metri raffigura «Il giudizio di Paride», sono rimaste arrotolate e dimenticate per decenni nell’antico Palazzo di Città con conseguente distacco di parti dipinte e corrosione dei materiali di supporto. Sotto gli occhi del pubblico i restauratori stanno cercando di individuare quali tecniche adottare per le lacune ben visibili sulle opere prima di procedere al restauro vero e proprio.

«Si tratta di opere di grande valore ma quasi sconosciute come tutto il patrimonio artistico della nostra città», commenta la soprintendente Maria Piccaretta, che con il sostegno tecnico scientifico del Politecnico di Bari sta realizzando tramite fotogrammetria la ricostruzione delle pitture e dei supporti e la riproposizione virtuale dei due palazzi nobiliari che hanno conservato per secoli le tele, operazioni preliminari necessarie per poter poi procedere al recupero totale dei dipinti entro il 2021.

Per ora i restauratori della Soprintendenza hanno ricostruito digitalmente la composizione delle tele con l’aiuto della documentazione fotografica che ha permesso di testare possibili tecniche di rimozione di vecchie velinature applicate sui dipinti che in origine erano fissati con chiodi alle carenature lignee delle volte.

Una spinta decisiva ai lavori è venuta dall’architetto Augusto Ressa, assessore all’Urbanistica, ma anche il sindaco Rinaldo Melucci tiene molto alla «restituzione alla città del patrimonio artistico. Basta con le opere nel sottoscala, Taranto sta cambiando dopo anni di buio», ha precisato. A fine lavori le tele dovrebbero essere esposte nella nuova Sezione Pinacoteca in Palazzo Archita, ma i lavori di recupero dell’enorme edificio di fine Settecento e dell’antistante piazza, già finanziati con 25 milioni di euro (delibera Cipe 28-2-2018), sono in forte ritardo.

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 406, marzo 2020



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