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Archeologia

Arianna dormiente a Villa d'Este

Recuperato un reperto archeologico di grande pregio, frutto di uno scavo clandestino

Il coperchio di sarcofago a kline (II secolo d.C.) in marmo lunense restituito all'Italia

Tivoli (Rm). Nel 2015 è stato formalmente restituito all’Italia un reperto archeologico di grande pregio: un coperchio di sarcofago a kline (II secolo d.C.) in marmo lunense, con defunta semisdraiata secondo la tipologia dell’Arianna dormiente.

Frutto di uno scavo clandestino nei dintorni di Roma, l’opera, acquistata sul mercato internazionale per 4,5 milioni di dollari, è stata recuperata grazie a un’operazione congiunta tra i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e la statunitense Homeland Security Investigation Immigration and Customs Enforcement.

Ora il reperto ha trovato la sua collocazione definitiva a Villa d’Este, dove è posta in dialogo con la cosiddetta «Venere dormiente» della fontana del chiostro. Come ha commentato Andrea Bruciati, direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este: «L’opera scioglie nel sonno di Arianna gli aspetti più dolorosi della morte, trascinando nella dimensione del mito, con la sua densità di significati, l’esperienza umana».

Arianna Antoniutti, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019


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