Aravena allarga gli orizzonti

La prossima Biennale di Venezia punta a ricucire lo scollamento tra l'architettura e la società civile

Maria Reiche fotografata nel deserto peruviano da Bruce Chatwin. Foto Trevillion Images
Luca Gibello |

Venezia.  «Expanded eye». È l’approccio con cui la Biennale di Architettura curata da Alejandro Aravena promette d’osservare la realtà circostante. L’icona rappresentativa della 15° edizione è uno scatto di Bruce Chatwin: una donna dall’alto d’una scala d’alluminio scruta un paesaggio desertico del Perù. Si tratta dell’archeologa Maria Reiche, intenta a indagare le linee di Nazca. L’immagine si fa metafora d’una prospettiva altra in virtù d’un punto di vista precluso a colui che osserva da terra. Ai partecipanti della prossima Mostra Internazionale veneziana il compito di condividere la sintesi, aiutando il pubblico a «sollevare lo sguardo»: un modo per allargare l’orizzonte ai molteplici problemi di cui l’architettura dovrebbe occuparsi. Punto focale: ricucire lo scollamento tra la disciplina e la società civile, riportare l’attenzione alla fenomenologia che conduce
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© Riproduzione riservata La presentazione della 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia I temi cardine della prossima Biennale di Architettura indicati dal curatore Alejandro Aravena
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