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Musei

Apre il MoCo (Montpellier Contemporain)

La città francese spera di attirare al MoCo tra 500mila e un milione di visitatori all’anno

Un rendering degli esterni del MoCo a Montpellier. © PCA-Stream

Montpellier (Francia). Un nuovo centro d’arte contemporanea apre le porte, il 29 giugno, a Montpellier. Il MoCo, acronimo di Montpellier Contemporain, si sviluppa in tre luoghi e ruota intorno al nuovo Hôtel des Collections dedicato all’allestimento delle collezioni d’arte, pubbliche e private, di tutto il mondo e di ogni tipo (tematiche, storiche, collettive, di fondazioni, musei o ancora di artisti).

Gli altri luoghi, già esistenti e integrati al progetto culturale nel 2017, sono La Panacée, un «laboratorio» dedicato alla produzione, sperimentazione ed esposizione dei giovani artisti emergenti, nato nel 2013 nell’antico Collège Royal de Médecine, e l’Esbama, l’École Supérieure des Beaux-Arts di Montpellier. Il nuovo Hôtel des Collections, su cui converge l’attesa del pubblico, occupa un palazzo del XVIII secolo, l’Hôtel Montcalm, per più di un secolo un quartiere generale dell’esercito francese.

A partire dal 2014, quando la città ha elaborato il progetto di aprire un museo d’arte contemporanea, il palazzo, nel centro storico, è stato al centro di lunghi lavori di ristrutturazione e adattamento (per un investimento di 22,5 milioni di euro), portati avanti dall’agenzia Pca-Stream e la direzione dell’architetto Philippe Chiambaretta. L’intervento ha permesso di creare tre sale modulari (per un totale di 1.280 metri quadrati di spazi espositivi), con volumi diversi, molta luce e una sala speciale per le opere di grande formato.

Il MoCo non ha una collezione propria: «Lavoriamo con le collezioni degli altri per proporre un punto di vista sull’arte; alterneremo collezioni pubbliche e private e mostreremo opere inedite», ha spiegato alla stampa francese locale il suo direttore Nicolas Bourriaud, critico d’arte e cofondatore del parigino Palais de Tokyo. Un progetto che a suo modo ricorda la Maison Rouge aperta nel 2004 a Parigi dal collezionista Antoine de Galbert e poi chiusa nel 2018. Anche in questo caso si trattava di un museo-centro d’arte dedicato all’allestimento di collezioni, ma solo private.

La Città di Montpellier (con un budget annuo di 6 milioni di euro per la gestione dei tre luoghi) spera di attirare al MoCo tra 500mila e un milione di visitatori all’anno. Per la mostra inaugurale è allestita (fino al 30 settembre) la collezione dell’imprenditore giapponese Yasuharu Ishikawa, iniziata nel 2011.

Una cinquantina le opere multidisciplinari esposte, di una ventina di artisti internazionali tra cui Danh Vo, Tino Sehgal, On Kawara, Pierre Huyghes, selezionate da Yuko Hasegawa, direttrice artistica del Mot, il Museo d’arte contemporanea di Tokyo. Un progetto «Cento artisti in città», con cento opere d’arte contemporanea allestite nelle strade e piazze del centro storico, accompagna inoltre l’inaugurazione del MoCo, dall’8 giugno al 28 luglio.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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