Apre al pubblico l’appartamento del papa

Il Palazzo Lateranense, edificato da Domenico Fontana tra il 1585 e il 1589 annesso a San Giovanni in Laterano sul luogo in cui sorgeva il Patriarchio Costantiniano, è ora visitabile con visita guidata

Un appartamento privato in Palazzo Lateranense, Roma. Foto Cristian Gennari per la Diocesi di Roma Un appartamento privato in Palazzo Lateranense, Roma. Foto Cristian Gennari per la Diocesi di Roma La sala di Daniele in Palazzo Lateranense. Foto Cristian Gennari per la Diocesi di Roma Il soffitto della sala di David in Palazzo Lateranense. Foto Cristian Gennari per la Diocesi di Roma La sala di Costantino in Palazzo Lateranense. Foto Cristian Gennari per la Diocesi di Roma
Arianna Antoniutti |  | Roma

Da oggi apre al pubblico il Palazzo Lateranense, edificato da Sisto V sui luoghi dove sorgeva l’antico Patriarchio costantiniano, dal IV secolo d.C. sede del vescovo di Roma. Con visita guidata prenotabile sul sito sarà possibile accedere a dieci sale del piano nobile, comprendenti anche l’appartamento papale.

Il Patriarchio, annesso alla Basilica del Santissimo Salvatore, che in seguito prenderà il nome di San Giovanni, per circa un millennio diverrà residenza ufficiale dei pontefici. A seguito della cattività avignonese (1309-77), il complesso subirà un progressivo decadimento, tanto che Eugenio IV, nel Quattrocento, trasferirà definitivamente la reggia pontificia dal Laterano al Vaticano.

Sisto V, eletto pontefice nel 1585, nell’ambito del vasto piano di rinnovamento urbanistico della città, affidò all’architetto Domenico Fontana l’incarico di abbattere ciò che restava del Patriarchio e di costruire un nuovo edificio, completato nel 1589. La decorazione pittorica venne realizzata sotto la direzione di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, i medesimi pittori che guidarono l’esecuzione degli affreschi della Scala Santa.

La visita guidata del Palazzo, condotta dalle Suore missionarie della Divina Rivelazione, che dal 2004 coordinano itinerari di «Arte e Fede», si snoda attraverso le Sale dei pontefici, degli imperatori, di Samuele, di David, di Salomone, di Elia, di Daniele, della Gloria, degli apostoli e di Costantino per poi concludersi nell’appartamento papale. Quest’ultimo è composto da quattro stanze e conserva tracce del passaggio dei pontefici che vi hanno soggiornato: Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.

La visita inizia dalla Sala dei pontefici, decorata nel registro superiore dal fregio con 19 papi, e nel registro inferiore con un ciclo pittorico che ricorda alcuni momenti dell’operato di Sisto V: la realizzazione del Salone Sistino nella Biblioteca Apostolica Vaticana, la Fontana del Mosè come mostra dell’Acquedotto Felice, la bonifica delle paludi pontine, la sistemazione della piazza del Quirinale. La sala è anche detta dei Patti Lateranensi perché qui, l’11 febbraio 1929, vennero siglati i patti fra Regno d’Italia e Santa Sede.

I pittori sistini, all’opera in tutte le stanze del Palazzo, nella sala di David realizzano affreschi inquadrati da magnifici stucchi dorati, che ripartiscono la volta in cinque riquadri. Sempre in cinque scomparti affrescati è il soffitto della Sala di Daniele, le cui pareti sono decorate da arazzi della manifattura dei Gobelins, con scene dedicate a episodi della vita di Esther, Salomone e Susanna.

La sala seguente, detta della Gloria, ospita il trono papale, ai cui lati sono conservati due arazzi che riproducono altrettanti dipinti qui nel corso dei secoli transitati: il «San Pietro» e il «San Paolo» rispettivamente di mano di Raffaello e Fra Bartolomeo. I due dipinti, abitualmente custoditi nell’appartamento del papa nei Palazzi Vaticani, sono ora visibili, fino all’8 gennaio, presso la Pinacoteca dei Musei Vaticani per la mostra «I Santi Pietro e Paolo di Raffaello e Fra Bartolomeo. Un omaggio ai Patroni di Roma».

La successiva sala di Costantino, così chiamata per gli affreschi che illustrano la vita dell’imperatore, ha alle pareti due arazzi, sempre di manifattura francese, raffiguranti il matrimonio di Luigi XIV con Maria Luisa d’Asburgo-Lorena (1670), e un’ambasceria spagnola presso la corte dello stesso sovrano. Attraversando infine l’appartamento papale, che ospita la cappella privata, si giunge al monumentale scalone, dalla volta eseguita sotto Pio IX, che conduce all’atrio di San Giovanni: da lì si ha diretto accesso alla basilica costantiniana, cuore storico e artistico del Laterano.

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