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Mostre

Aperto il caveau dei Nahmad al Musée Bonnard

La collezione della potentissima famiglia di mercanti d’arte

Un ritratto di donna di Moïse Kisling e la «Ragazza con la camicia a righe» di Amedeo Modigliani. © Collection Nahmad

Le Cannet (Francia). Il Musée Bonnard ospita dal 7 luglio al 3 novembre una selezione di opere della Collezione Nahmad, una delle più vaste collezioni private al mondo. Ricca già di circa 10mila opere di artisti dalla fine del XIX secolo alla prima metà del XX, tra cui Monet, Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec, Sisley, Picasso, Modigliani, Redon, Dufy e Kisling, continua ad arricchirsi.

Durante la vendita Rockefeller, organizzata da Christie’s a New York nell’agosto 2018, la potente famiglia ha acquisito «Fillette à la corbeille fleurie» di Picasso per 115 milioni di dollari.

Le opere della collezione sono regolarmente esposte nei musei di tutto il mondo: «Non vedo che interesse avrebbe acquistare un’opera se è per conservarla in casa», ha dichiarato di recente al «Journal des Arts» David Nahmad (en passant, il nome del ricchissimo uomo d’affari e mercante d’arte monegasco di origini libanesi compariva anche nello scandalo dei Panama Papers, in relazione a un’opera di Modigliani rivendicata dagli eredi di un collezionista ebreo cui l’opera era stata sottratta durante la seconda guerra mondiale, Ndr).

Per la mostra di Le Cannet, «Dall’Impressionismo a Bonnard e Picasso», sono state scelte 40 opere raramente esposte insieme che, ha precisato Véronique Serrano, conservatrice del Musée Bonnard e curatrice della mostra, «sottolineano i legami di filiazione tra le correnti artistiche di epoche diverse, illustrando l’apporto personale di ogni artista alla storia dell’arte».

Solo per citarne alcune: «La lezione» (1906) e «Ritratto di Edmond Renoir Jr» (1889) di Auguste Renoir, «Canottieri a Argenteuil» di Monet (1874), «Giovane donna con camicia a righe» di Amedeo Modigliani (1917) e un ritratto di Dora Maar di Picasso (1941). Di Pierre Bonnard sono «I quais di Parigi» (1906 ca) e «Paesaggio parigino» (1904). In quest’occasione il museo di Le Cannet espone per la prima volta al pubblico un’opera di Bonnard acquisita di recente, «Nudo arancione», del 1943.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


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