Anticicli: questi non temono le mode

Abbiamo chiesto ad alcuni esperti quali artisti «storicizzati» rappresentano un assegno circolare che non perderà valore nel tempo. E anche (domanda più rischiosa) per chi invece è giunta l’ora di una seria rivalutazione

«Figure in riva al mare» (1931), di Pablo Picasso
Elena Correggia |

Freddy Battino, capo dipartimento arte moderna e contemporanea della casa d’aste Il Ponte
Freddy Battino © Il Ponte Casa d’aste
• Pablo Picasso, Giorgio Morandi e Lucio Fontana sono tre artisti storicizzati a mio avviso considerabili come una cartina al tornasole nella garanzia di investimento. Si tratta infatti di maestri destinati all’Olimpo dell’arte, la cui opera non conosce limiti spazio-temporali e vanta un’ottima tutela da parte di eredi e archivi seri e affidabili, nonché una domanda forte nel mercato dell’arte globalizzato.

• Giulio Turcato, Alberto Martini e Fortunato Depero. Il primo è rimasto in sordina a causa di eccessiva circolazione di opere di qualità medio-bassa, ma prevedo notevoli lievitazioni di prezzo per quanto concerne lavori di più fine esecuzione. Martini ha finalmente riscontrato l’interesse meritato sia a livello nazionale sia internazionale e posso dire con orgoglio di essere stato un attento promotore del suo genio: non dimentichiamo che questo artista fu invitato da André Breton a unirsi ai Surrealisti. Depero esprime tuttora una modernità tale da far invidia a molti artisti contemporanei, e anche su di lui il mercato straniero di recente ha dato segnali di forte interesse. Aggiungerei Bruno Munari, altro genio ingiustamente trascurato, le cui importanti opere sono, e sempre più saranno, oggetto di rivalutazione da parte del mercato internazionale.

Edoardo Gnemmi, art advisor, curatore e direttore Fondazione Fausto Melotti e esperto in arte moderna e contemporanea per Opencare
Edoardo Gnemmi
Parlando di artisti italiani Fontana e Boetti erano, sono e saranno sempre artisti di straordinaria caratura internazionale che incontrano l’apprezzamento anche di un collezionismo non europeo e di un collezionismo meno sofisticato dal punto di vista concettuale e più prettamente teso a una piacevolezza estetica. Lo stesso può valere a livello internazionale per Warhol e Richter. A prezzi più contenuti, ci sono sul mercato opere di Josef Albers e Mark Tobey assolutamente da considerare. Tutto dipende dall’analisi dell’opera specifica, dal valore e dalla sua qualità. Si possono strapagare giovani molto di moda e fare affari su artisti come Picasso. E, viceversa, si possono strapagare le opere dei cubisti e fare eccezionali acquisizioni di artisti giovani, si pensi a Victor Man, Jana Euler o Njideka Akunyili Crosby. Andare controcorrente su artisti poco storicizzati o relativamente giovani può essere la strategia giusta. Acquisire Michel Majerus a 200mila euro sembrava un azzardo qualche anno fa. E acquisire tele importanti di Wade Guyton alla stessa cifra pareva impossibile, oggi non più. Occorre attenersi a una due diligence dello specifico lavoro e questo può essere fatto solo da un bravo advisor o da un collezionista che però vive a tempo pieno di «pane e arte». Altrimenti, è meglio farsi affiancare da un servizio di advisory qualificato e indipendente.

Carolina Lanfranchi, regional director, Italia, di Phillips
Carolina Lanfranchi © Maria Moratti
• L’opera di Salvo sta ottenendo importanti riconoscimenti, sia sul mercato italiano sia su quello internazionale. È stato riscoperto negli ultimi anni grazie alla sua enfasi sull’arte figurativa e Nicholas Party ha apertamente individuato in lui una fonte di ispirazione. Il mercato di Salvo ha un enorme potenziale di espansione. Anche l’arte di Francesca Mollet ha suscitato una notevole attenzione, catturando l’interesse degli appassionati e dei collezionisti. Le sue opere sono molto ricercate e apprezzate e raggiungono prezzi considerevoli in asta. Il successo che sta riscuotendo sottolinea la diffusa ammirazione per il suo talento artistico. Questa accoglienza positiva riflette la crescente importanza del contributo di Francesca Mollet al mondo dell’arte e suggerisce una traiettoria promettente per la sua carriera artistica. Nel mercato dell’arte le opere di Alighiero Boetti continuano a ottenere un grande successo e una forte domanda da parte di collezionisti italiani e internazionali, con aste che riflettono costantemente un elevato interesse per le sue creazioni innovative e stimolanti, dimostrando il fascino duraturo della sua visione artistica unica.

• Preferisce non rispondere alla seconda domanda.

Mattia Pozzoni, art advisor
Mattia Pozzoni
• Per parlare degli artisti che difficilmente perderanno valore nel tempo non si può fare altro che guardare ai numeri e alle performance ripetute nel corso degli ultimi anni. Nel contemporaneo si parte da Jean-Michel Basquiat, che da anni è in cima alle classifiche di vendita e ha rappresentato il 10% del mercato globale per l’arte contemporanea in questo periodo, unico artista contemporaneo a vendere sopra i 50 milioni di dollari. Picasso è la sua diretta controparte per quanto riguarda il moderno e probabilmente l’artista che da anni rappresenta l’apice del mercato dell’arte. «Femme à la montre», venduta da Sotheby’s per 140 milioni di dollari e proveniente dalla collezione Landau, è solo l’ultimo e più recente esempio del suo posizionamento; sono i 3.455 venduti nel 2022 a fare impressione! Seguendo questa logica dovrei citare Andy Warhol, Yayoi Kusama o Banksy come terzo nome, ma mi piace indicare Cecily Brown, un’artista che sta crescendo costantemente tutti gli anni ed è al momento in mostra a Firenze.

• Ultimamente si vedono sempre più operazioni di riscoperta di artisti «dimenticati» ma di talento, la cui opera viene riproposta da gallerie di contemporaneo. Mi viene in mente Scott Kahn, ad esempio, che dopo la partecipazione in uno show curato da Matthew Wong ha visto la sua carriera letteralmente esplodere e valori in asta arrivare sopra al milione, anche se adesso l’attenzione intorno al suo nome sembra essere rallentata. Tra gli artisti che dovrebbero essere rivalutati vorrei citare il nostro Pier Paolo Calzolari. Il suo lavoro è supportato dal mercato secondario ma la scarsità di opere di qualità in asta ne limita la crescita. Calzolari è sicuramente uno degli artisti più interessanti della sua epoca e meriterebbe migliori fortune sul mercato e valori di vendita più elevati.

Massimo Vecchia, consulente d’arte 
Massimo Vecchia
• Direi certamente che Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Giorgio Morandi, tra i tanti artisti italiani storicizzati di livello internazionale, hanno una marcia in più. Il mercato di questi artisti è, da decenni ormai, davvero globalizzato, dall’Oriente agli Stati Uniti. E la loro presenza nelle principali istituzioni museali di tutto il mondo, e nei cataloghi delle aste delle major, con risultati spesso eccellenti e inaspettati, lo testimonia appieno. Tutti e tre godono poi di archivi o fondazioni dedicate, che ne tutelano le opere con grande scrupolo, e vantano cataloghi generali o ragionati di grande qualità. Quasi non passa anno senza che una significativa mostra venga loro dedicata. A patto di non sbagliare nell’acquisto (le opere d’arte non sono tutte uguali e i tre Maestri hanno avuto una produzione numericamente importante e qualitativamente diversa), posso affermare che saranno anche nei prossimi decenni un assegno circolare di facile liquidità. Attenzione però a non pagare un’opera tarda e «seriale», o del «colore sbagliato», come una di qualche decennio precedente. Ma soprattutto, attenzione alla loro libertà di circolazione che può drasticamente ridurre, se non concessa, la circolarità del nostro assegno e di conseguenza il suo importo.

• Nei primi mesi del 2023 la galleria di David Zwirner, nella sua sede newyorkese, ha realizzato una mostra bellissima e significativa, dal titolo «Roma/ New York 1953-1964». Erano esposti, tra le tante opere tutte degli «anni giusti», lavori di Afro, Carla Accardi, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Franz Kline, Willem de Kooning, Jannis Kounellis, Gastone Novelli, Robert Rauschenberg, Salvatore Scarpitta, Mario Schifano, Toti Scialoja e Cy Twombly, solo per citarne alcuni. Tutti quanti hanno vissuto la loro più feconda stagione nei decenni ’50 e ’60 del secolo scorso, che hanno visto molte opere degli artisti provenienti dal nostro Belpaese attraversare l’Atlantico per approdare in prestigiose collezioni pubbliche e private statunitensi. Alcuni di loro, gli americani, viaggiano da anni su cifre milionarie, per opere di quegli anni, e sono presenti nei musei più importanti del mondo. Altri invece, come Novelli, Scialoja, Santomaso, Tancredi e Sanfilippo (questi ultimi tre esclusi però dalla rassegna americana) meriterebbero una maggiore attenzione e quindi una decisa rivalutazione economica. Il vero problema, per quel che riguarda la rivalutazione in generale di artisti storicizzati, è il reperimento e la circolazione di opere di qualità internazionale, che spesso non abbondano perché limitate a pochi anni, o perché escono sul mercato troppo saltuariamente o ancora e soprattutto escono dal nostro Paese troppo difficilmente.

Elena Zaccarelli, specialista arte moderna e contemporanea di Christie’s, responsabile dell’asta 20th/21st century di Milano
Elena Zaccarelli
• Il primo artista tra gli italiani che citerei è Giorgio Morandi: ormai entrato nell’olimpo degli italiani apprezzati anche all’estero (il record mondiale è ancora il Morandi della collezione Rockefeller venduto nel 2018): una sua «Natura Morta» rimane un acquisto senza tempo che difficilmente perderà il valore conseguito nel corso degli anni. Secondo nome, rimanendo sempre in Italia, è Alighiero Boetti, stella delle aste dell’ultimo biennio e artista che con i suoi lavori più importanti ha abbondantemente superato la soglia del milione di euro. Tra le serie più richieste, le «Mappe» e i «Tutto», caleidoscopi di colori e di nazioni che racchiudono tutto l’universo boettiano al loro interno. Per concludere e ampliare lo sguardo sul piano internazionale, impossibile non citare Pablo Picasso: un artista che nonostante una massiva produzione (che spazia in tutti i campi tecnici, dal dipinto alla scultura, al disegno, alla grafica) rimane ancora uno status symbol e un nome che non deve mai mancare nella collezione «perfetta».

• Lo scorso 20 ottobre a Parigi una delle stelle della sezione «Thinking Italian» dell’asta «Avantgarde» è stata sicuramente la bellissima tela «Omaggio a Debussy (Il cielo la terra e l’acqua)» che Tancredi dipinse nel 1958. Un’opera che aveva di certo molte caratteristiche vincenti, partendo dall’anno di esecuzione, passando per la provenienza (direttamente dalla famiglia dell’artista), per finire con una storia espositiva che partiva proprio dallo stesso anno di esecuzione. Commercialmente, poi, erano anni che sul mercato non usciva un’opera così importante. Il resto lo ha fatto la competizione tra collezionisti non solo italiani (l’opera è andata in una collezione appunto internazionale), permettendo da una stima di 180mila euro di arrivare a un prezzo finale di 730mila. Altro dato che conferma il cambio di passo per un artista italiano è sicuramente il nuovo record mondiale per un dipinto di Salvo. A Hong Kong, il 28 novembre, «Il mattino», tela dipinta nel 1994 ha superato tutti i precedenti prezzi di aggiudicazione arrivando a toccare la cifra di circa 1,015 milioni di euro.

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