Alla fine della fiera...

L'incerta e grave situazione che vivono le manifestazioni del mercato dell’arte

Simone Facchinetti |

Alla fine della fiera è la fine della fiera. Uno scioglilingua che spiega la situazione incerta e grave che vivono le manifestazioni fieristiche del mercato dell’arte. Da diversi anni gli antiquari avevano puntato tutto sulle principali mostre mercato: in Italia Modenaantiquaria e la Biennale di Firenze, in Europa Frieze Master a Londra, La Biennale des antiquaires a Parigi, Brafa a Bruxelles e Tefaf Maastricht, negli Stati Uniti Tefaf New York.

L’anno era scandito dalle date fisse di questi avvenimenti e molti antiquari vivevano con la valigia in mano. Tutto girava intorno all’organizzazione e all’accurata pianificazione delle mostre: l’acquisto delle opere, i restauri, le licenze di esportazione, gli studi e le relative pubblicazioni. La ruota si è fermata improvvisamente e la ripartenza non sembra dietro l’angolo.

È recente la notizia che Tefaf Maastricht verrà ulteriormente posticipata a settembre, l’ultima finestra temporale per evitare il peggio. Il punto è che non sembrano esserci alternative. Il mercato gira intorno a un numero sempre più ristretto di collezionisti. Sono gli stessi che si spostano, come gli antiquari (quindi come delle trottole), da una fiera all’altra, senza paura di macinare chilometri. In molti casi gli antiquari anticipavano, ai loro migliori clienti, gli articoli più importanti che avrebbero esposto alle fiere.

Un anno è andato in fumo mentre le case d’aste sono sempre più aggressive e guadagnano, ogni giorno, posizioni sempre più vantaggiose. Tutti sono pronti a scommettere che le cose ritorneranno esattamente come prima. Non esiste alternativa quindi indietro non si torna. I vari tentativi di trasformare le fiere in eventi immateriali, digitali, online, sono stati un parziale fallimento. Nessuno lo dichiara apertamente ma è così. Le varie piattaforme (Tefaf online, London Art Week digital) hanno funzionato in termini di contenuti (conferenze, incontri, simposi), ma il mercato dell’arte punta a una cosa sola: vendere, non alle chiacchere.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Simone Facchinetti
Altri articoli in ANTIQUARI