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All’Università di Camerino una scuola senza pari

È il corso di laurea in Tecnologie Innovative per i Beni Culturali

Nel Laboratorio di diagnostica

Fiore all’occhiello dell’Università di Camerino è il corso di laurea in Tecnologie Innovative per i Beni Culturali attivo presso la sede di Ascoli Piceno. Fortemente interdisciplinare, crea professionisti qualificati nella diagnostica, conservazione, valorizzazione e restauro dei beni culturali, con competenze tecnico scientifiche e umanistiche. Sei le aree di apprendimento, che vanno dalla fisica, chimica, matematica e informatica di base alle discipline storico artistiche e architettoniche, antropologiche, giuridiche, geologico naturalistiche e geoarcheologiche.

Oltre alle lezioni frontali con possibilità di accesso da remoto e cross fertilization tra corsi, sono previsti esercitazioni in laboratorio e sul campo, stage e tirocini presso istituzioni pubbliche e private, laboratori e cantieri di restauro e aree di scavo, attività parallele come corsi monografici, cicli di conferenze e seminari, visite a musei.

Come spiega Marco Materazzi, responsabile del corso di laurea, lo scorso anno sono stati revisionati i contenuti «per rendere il corso di studi in linea con le più attuali e innovative richieste del mondo dei beni culturali. Al termine del percorso il laureato avrà le competenze per partecipare a interventi di diagnosi su beni di interesse storico artistico, archeologico e monumentale, per supportare le diverse fasi dell’intervento di restauro sulla base di precise conoscenze in merito alla composizione materica, allo stato di conservazione del bene e ai materiali e metodi di intervento, prendere parte a studi archeometrici sui beni culturali nonché alla valorizzazione e promozione dei beni culturali attraverso le nuove tecnologie digitali».

E aggiunge Claudio Pettinari, rettore dell’Università di Camerino: «Con la rimodulazione delle attività formative, siamo stati precursori del decreto ministeriale del maggio 2019, che per la prima volta introduce ufficialmente la figura professionale di Esperto di Diagnostica e di Scienze e tecnologie applicate ai beni culturali».

I laureati svolgeranno attività professionali o in collaborazione presso: enti di ricerca preposti alla manutenzione e gestione dei beni culturali (come le università); istituzioni del Ministero della Cultura preposti alla tutela dei Beni Culturali (come Soprintendenze, musei, biblioteche e archivi); aziende e organizzazioni operanti nel settore della diagnostica, conservazione, restauro e tutela dei beni culturali; o in libera professione e consulenza.

Mariella Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020


  • L'attività in uno dei laboratori
  • La ricostruzione in 3D di una porzione di statua

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