All'estero si vedono le stelle

Anche il mercato del design non conosce crisi, soprattutto oltre i confini italiani

Il lampadario «Structure végétale aux papillons» (2009) di Claude Lalanne, venduto per 2.202.000 euro (stima 1-1,5 milioni euro) © Christie’s images Limited 2022
Carla Cerutti |

Il mese di maggio del Design si è aperto in Italia il 3 con un’asta di Capitolium Art a Brescia composta da 150 lotti, la maggior parte esitata nelle stime, con alcune punte largamente al di sopra, come nel caso di una coppia di poltrone Fiorenza per Arflex, disegnata da Franco Albini nel 1958 e aggiudicata per 31.500 euro contro una stima di 14-18mila, oppure il divano disegnato da Luigi Caccia Dominioni nel 1956 per una dimora milanese, e prodotto probabilmente da Azucena come pezzo unico, stimato 35-45mila euro e venduto per 108.360.

Due giorni dopo, Bolaffi a Torino offriva una tornata di oltre 500 lotti, tra i quali otto elementi componibili «Camaleonda» di Mario Bellini per C&B Italia del 1970 hanno spuntato 20mila euro partendo da una base d’asta di 6mila. Il 25, nuovamente da Capitolium Art, venivano esitate circa 180 ceramiche del ’900, tra cui un grande vaso astratto realizzato da Salvatore Meli nel 1953 venduto per 10.332 euro contro una stima di 6-8mila. Come ci spostiamo all’estero, i prezzi schizzano alle stelle, in un tripudio di milioni di euro concentrato soprattutto a Parigi, tra Artcurial, Sotheby’s e Christie’s.

Da Artcurial, il 23, ha spopolato Jean Royère con tre capisaldi della sua attività, tutti provenienti dalla stessa collezione privata d’origine: la poltrona «Eléphanteau» del 1939, stimata 80-100mila euro e battuta per 341.120, il tavolo basso «Flaque» del 1954 ca, stimato 80-100mila euro e aggiudicato a 485.440, e il celeberrimo divano imbottito «Ours Polaire» del 1947, stimato 250-300mila euro e venduto per 852.800.

Un altro esemplare di questo divano, in velluto nero, verrà battuto due giorni dopo da Christie’s per 1.422.000 euro (stima 400-600mila) nell’ambito di un’asta che ha totalizzato 19.436.730 euro con top lot non solo di Royère ma anche di Claude Lalanne, con il lampadario «Structure végétale aux papillons», pezzo unico del 2009 pagato 2.202.000 (stima 1-1,5 milioni), di Alberto Giacometti, con la «Lampe Égyptienne» in gesso del 1933 esitata per 1.146.000 euro (stima 300-500mila), e di Georges Jouve e Janette Laverrière, con la loro table de salle à manger de forme libre, pezzo unico del 1950 aggiudicato a 1.062.000 (stima 500-700mila).

Il giorno precedente, il 24, sempre a Parigi, Sotheby’s aveva totalizzato 24.580.568 euro con un’asta di circa 180 lotti comprendenti arredi di Jean Goulden, René Lalique, Charlotte Perriand, Gerrit Rietveld, Pierre Jeanneret, Alberto e Diego Giacometti, Jean Royère, Georges Jouve, Gio Ponti e gli immancabili Claude et François-Xavier Lalanne. Proprio a quest’ultimo spetta il top price di ben 5.515.600 euro pagati per il secrétaire «Grand Rhinocéros II, Grand Rhinocrétaire II» in bronzo patinato e dorato del 2008-17 (modello disegnato nel 2002), stimato 2-3 milioni, seguito, come secondo miglior prezzo, dalla poetica console «Aux oiseaux, aux feuilles et aux grenouilles» di Diego Giacometti del 1972 ca, in bronzo patinato con piano in vetro, acquistata per 2.455.000 euro contro una stima di 1-1,5 milioni.

A Londra, tra i risultati più contenuti della vendita organizzata il 12 da Phillips, merita di essere segnalata l’aggiudicazione a 163.800 sterline di una lampada da terra di Angelo Lelii per Arredoluce del 1953 con base in marmo, struttura in ottone e diffusori a forma di campanula in vetro satinato, stimata 6-8mila sterline. Interessante la presenza di un nucleo di arredi disegnati nel 1952 da Ico Parisi su commissione della famiglia Carcano di Cernobbio, tra i quali un elegante divano asimmetrico dalla forma ergonomica ha ottenuto 69.300 sterline raddoppiando la stima di 20-30mila.

© Riproduzione riservata Grande vaso astratto realizzato da Salvatore Meli nel 1953 e venduto per 10.332 euro (stima di 6-8mila euro). Cortesia di Capitolium Art
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