Al Ponte pezzi da museo che piacciono all’estero

Per il 30 novembre un catalogo in cui si distinguono Severini, Cagnaccio di San Pietro, de Chirico e Tobey

«Achrome» (1962) di Piero Manzoni (stima 350-500mila euro). © Il Ponte Casa d’Aste «Autoritratto» (1907-08) di Gino Severini (stima 150-200mila euro). © Il Ponte Casa d’Aste «Untitled (Saint Jean Window)» (1957) di Mark Tobey (stima 60-80mila euro). © Il Ponte Casa d’Aste «Nudo in riva al mare/La rosa del mare» (1935) di Cagnaccio di San Pietro (stima 60-80mila euro). © Il Ponte Casa d’Aste «Il giorno e la notte» (1926) di Giorgio de Chirico (stima 60-80mila euro). © Il Ponte Casa d’Aste
Elena Correggia |  | Milano

Un incanto il cui comune denominatore è dato dalla freschezza delle opere, frutto del lascito di quattro diverse importanti collezioni private (fra cui quella della critica d’arte Palma Bucarelli), che tornano sul mercato dopo oltre vent’anni. Si tratta dell’asta di Arte moderna e contemporanea che Il Ponte allestisce il 30 novembre e il primo dicembre a Milano.

«Anche grazie alla speciale confluenza di lavori da queste prestigiose collezioni private proponiamo un catalogo ricco di capolavori e potremmo allestire una sala di un museo con almeno una ventina di opere, dichiara Freddy Battino, capo dipartimento di Arte moderna e contemporanea della casa d’aste milanese.

Il mercato internazionale in questo momento appare a mio parere fin troppo euforico e, superata la fase più critica della pandemia, conta ora su una grande liquidità disponibile e su una nuova componente emotiva che condiziona le scelte d’acquisto, più impulsive rispetto al passato. A fronte di ciò Il Ponte continua invece a seguire la sua strategia, basata sulla proposta di opere storiche e selezionate, di elevata qualità, a prezzi competitivi, nell’ottica di una valorizzazione dei numerosi artisti italiani che ancora dispongono di ampi margini di rivalutazione».

Fra i lavori più importanti in asta si annoverano un «Autoritratto» (1907-08) di Gino Severini (150-200mila euro), un raro pastello divisionista dalla lunga storia espositiva, presentato in particolare al Musée national d’art moderne di Parigi nel 1967 e successivamente alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Cattura l’attenzione anche «Il giorno e la notte», un raro olio di de Chirico del 1926 (60-80mila), che richiama il tema del dualismo di forze al centro della riflessione metafisica del «pictor optimus».

Il dipinto, pubblicato negli scritti di James Thrall Soby, uno dei massimi studiosi di de Chirico, venne esposto nel 1949 al MoMA di New York e poi fece parte di prestigiose collezioni, fra cui quella di Alberto Della Ragione e quella di Riccardo e Magda Jucker. Un’aura mitica aleggia poi in «Nudo in riva al mare/La rosa del mare», olio su tavola di Cagnaccio di San Pietro del 1935 (60-80mila), «che possiamo considerare uno dei massimi lavori del Realismo magico», aggiunge Battino. E ancora una «Ballerina» del 1917 di Depero, dalle pregiate provenienze e dai colori vibranti (30-50mila).

Poi Burri, con una materica combustione del 1957 (100-150mila), mentre nell’ambito della ricerca spazialista spiccano un raro «Achrome» (1962) di Manzoni (350-500mila) e una «Natura» (1959-60) in bronzo di Fontana (35-50mila). Un’ampia scelta di proposte è offerta dalla sezione dedicata all’Informale, che vede distinguersi una tela del 1958 di Santomaso, «Sogni d’estate» (35-50mila) appartenuta a importanti collezionisti americani prima di approdare in Italia, accanto a nomi internazionali come Fautrier, con un lavoro significativo del 1957, «Traits colorés» (80-120mila).

Spazio, luce, colore sono le direttrici su cui si muove l’Astrattismo di Dorazio, presente con un grande reticolo del 1964 (70-90mila), mentre di Mark Tobey è proposta un’opera museale del ’57 «Untitled (Saint Jean Window)» (60-80mila), in origine nella collezione Marlborough-Gerson gallery di New York e poi Marlborough Fine art di Londra.

«All’interno della vasta produzione di Tobey ci sono una cinquantina di opere veramente speciali e qui si tratta di una di quelle», commenta Battino che segnala il buon interesse nei confronti dell’asta: «Abbiamo già ricevuto richieste su diversi lotti da un centinaio di persone, il 70% delle quali provenienti dall’estero. Non si tratta solo di privati, c’è molta attenzione da parte delle gallerie straniere verso gli artisti italiani del Novecento, specialmente per quelle opere dalla storia e dalla provenienza illustri».

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