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Mostre

Al Pac «Trasporto eccezionale» di Eva Marisaldi

La personale di un'artista fra le più rilevanti della sua generazione, curata da Diego Sileo

«Post-it» (2010), di Eva Marisaldi, alla galleria Rusconi di Milano. Courtesy Galleria De’ Foscherari, Bologna

Milano. Nella linea di ricerca che il Pac di Milano dedica agli artisti italiani mid-career, nati negli anni Sessanta, dal 18 dicembre al 3 febbraio va in scena la personale «Trasporto eccezionale» di Eva Marisaldi (Bologna, 1966), artista fra le più rilevanti della sua generazione, curata da Diego Sileo e prodotta con Silvana Editoriale.

Ad accogliere i visitatori sono i tre nastri da ginnastica ritmica, mossi da bracci meccanici, della nuova versione di «Welcome» (2018). Di qui in poi la mostra esplora tutte le tecniche utilizzate dall’artista (fotografie, azioni, performance, video, animazioni, installazioni ma anche disegni e ricami), esibendo lavori passati e altri recenti o creati per questi spazi, come «Nastronave» (2018), una stanza da proiezione in cui, in diversi spezzoni video, si riavvolge il nastro del suo lavoro, con il singolare accompagnamento di un «concerto» di locuste.

La presenza di suoni e musica (spesso in collaborazione con il compositore Enrico Serotti) è una costante nei lavori dell’artista, che già nel 2003 realizzò, in Madagascar, «Musica per camaleonti», e nel 2007 «Porto fuori», dove una piccola macchina acustica percorre un molo.

Ma le opere «parlanti» sono numerose anche in quest’ultimo anno: in mostra figurano «Untitled», che mixa i suoni di quattro vecchi dischi; «Surround», con un piccolo ponte sospeso che produce un’onda sonora, e «3000 pagine», installazione che evoca una seduta dell’Assemblea nazionale del popolo, in Cina, dove 3mila funzionari ascoltano il discorso del presidente in un silenzio tombale, interrotto solo dal fruscio, perfettamente sincrono, delle pagine del testo, di cui ognuno possiede una copia.

L’ironia è, del resto, un registro linguistico caro alla Marisaldi, che nel suo lavoro intreccia un gusto narrativo poetico e fantastico a una riflessione acuminata sugli aspetti meno appariscenti della quotidianità.

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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