Al Pac suoni all’aperto

Interazioni contemporanee tra arte e musica, con Laurie Anderson al centro del progetto

Uno still del video «Generare Corpi Celesti - Esercizi di stile» (2020), di Pamela Diamante. Cortesia Galleria Gilda Lavia
Ada Masoero |  | MILANO

Posticipata all’autunno l’attesa mostra di Tania Bruguera, il Pac ha potenziato, per l’estate, il progetto «Performing Pac», rassegna annuale dedicata alle arti visive contemporanee che si tiene all’aperto e che quest’anno, nella sua terza edizione, s’intitola «Made of Sound». Dal 2 luglio al 13 settembre vanno in scena proiezioni, memorie dall’archivio, talk e performance, riunite in una piattaforma capace di coinvolgere non solo gli addetti ai lavori ma anche il pubblico più vasto. Come suggerisce il titolo, tema di questa edizione è la sempre più frequente interazione tra arte e musica nelle espressioni artistiche di oggi.

Al centro del progetto non poteva esserci che Laurie Anderson, di cui è proiettato, per la prima volta, il video della performance tenuta nel 2003 proprio al Pac, in occasione dell’antologica «The Record of the Time», a cura di Jean-Hubert Martin e Thierry Raspail, accompagnato da documenti e materiali d’archivio e dal commovente lungometraggio «Heart of a dog», 2015, dedicato alla sua cagnolina.

Insieme, vanno in scena lavori di Barbara and Ale (Barbara Ceriani Basilico e Alessandro Mancassola), qui con «The sky is falling», 2017; Jeremy Deller, con «Our Hobby Is Depeche Mode», 2006; Pamela Diamante, con l’installazione inedita «Generare Corpi Celesti», 2020; il duo Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi), con «Verso l’Europa deserta, Terra Incognita», 2017, e il portoghese João Onofre, con «Untitled (N’en Finit Plus)», 2010-11. Videoclip musicali di famosi registi (nella Project Room), l’installazione della giovane Marie Cérisier nel parterre e contenuti digitali completano il panorama della piattaforma.

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