Al Musée de l’Orangerie l’incontro tra Modigliani e Guillaume

Il mercante fu il primo a riconoscere le potenzialità artistiche dell’artista che realizzò quattro suoi ritratti. In mostra oltre 50 opere, con prestiti anche dal Museo del Novecento e dalla Pinacoteca di Brera a Milano

Particolare dell'opera «Nu couché» di Amedeo Modigliani (1917) © Pinacoteca Agnelli, Torino
Luana De Micco |  | Parigi

Le mostre su Modigliani a Parigi sono rare. L’ultima si era tenuta nel 2003 al Palais du Luxembourg. Quella che presenta ora il Musée de l’Orangerie non è una retrospettiva completa (le opere di Modigliani sono difficili da riunire, fa notare il museo), ma una mostra tematica che si sofferma su un momento chiave ben preciso della vita del pittore: l’incontro con il gallerista Paul Guillaume, con il quale Modigliani condivise la passione della scultura africana, e che contribuì per tutta la vita a far conoscere nel mondo le opere dell’artista bohémien.

Una «scelta editoriale» per l’istituzione parigina che ha annunciato di voler sviluppare nei prossimi anni le tematiche intorno ai mercanti d’arte e alle collezioni moderne. La mostra, «Modigliani. Un pittore e il suo mercante», dal 19 settembre al 14 febbraio 2024, a cura dalla conservatrice Cécile Girardeau, affiancata dalla curatrice Simonetta Fraquelli, riunisce poco più di 50 opere, soprattutto una vasta carrellata di ritratti, con prestiti anche dal Museo del Novecento e dalla Pinacoteca di Brera, diverse fotografie d’epoca delle collezioni del Musée d’Orsay e prestiti dal Quai Branly.

Paul Guillaume (1891-1934) aprì la sua galleria d’arte in rue de Miromesnil, con le opere di Picabia, de Chirico e Pierre Roy, nel 1914. Conobbe Modigliani poco dopo, grazie all’amicizia comune con lo scrittore Max Jacob, e si vantò sempre di essere stato «il primo a riconoscerne le potenzialità artistiche». Amedeo Modigliani (1884-1920) arrivò a Parigi, all’epoca capitale delle avanguardie, nel 1906, a 21 anni.

Nel 1909 Constantin Brancusi lo iniziò alla scultura, ma è alla pittura e alla rappresentazione della figura umana in particolare che si dedicò in modo esclusivo dal 1914, e fino alla morte prematura. Tra il 1915 e il 1916, realizzò quattro ritratti dell’ambizioso gallerista. Uno, il primo della serie, conservato all’Orangerie, mostra Guillaume, appena 23 anni all’epoca, in abito scuro, cappello e cravatta. Modigliani vi aggiunse la scritta «Novo Pilota», mostrando «a che punto il gallerista rappresentava all’epoca, come spiega Cécile Girardeau, una grande speranza per il pittore».

© Riproduzione riservata «Elvire Assise» di Amedeo Modigliani (1919). Foto: Saint Louis Art Museum
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