Al Kunsthistorisches l’emulazione è il motore dell’arte

L’imitazione e l’invidia hanno anche generato opere formidabili da Michelangelo a Tintoretto, da Tiziano a Sofonisba Anguissola, come testimonia la mostra viennese «Idoli e rivali»

«Ritratto di Jacopo Strada» (1567-68), di Tiziano (particolare). Vienna, Kunsthistorisches Museum, Gemäldegalerie. © KHM-Museumsverband
Flavia Foradini |  | Vienna

Come in molti altri campi, anche nell’arte l’imitazione, l’invidia, la rivalità, l’emulazione sono state motori dietro le quinte della produzione artistica sia di grandi protagonisti sia di figure secondarie poi inghiottite dall’oblio della storia. Il Kunsthistorisches Museum dedica fino all’8 gennaio una mostra che tematizza ispirazione e rivalità.

«Idoli e rivali» ripercorre esempi paradigmatici dall’antichità al tardo Barocco e lo fa attingendo dalle collezioni di casa e da una sessantina di prestiti provenienti da musei e collezioni private di primo piano, fra cui numerosi non ancora esposti in Austria.

«È la prima volta che una mostra si focalizza proprio sul complesso e affascinante tema della rivalità spesso intensa fra pittori e scultori. I nomi in gioco sono di spicco: da Michelangelo a Tintoretto, da Tiziano a Sofonisba Anguissola, da Cellini a Rubens», spiega la curatrice Gudrun Swoboda e cita lo storico olandese della cultura Johan Huizinga, che individuava la competizione «come un principio fondante e universale della cultura», come esigenza che «attraverso la sfida o la scommessa portava alla creazione di qualcosa che poteva apparire arduo e insolubile».

Richiamando anche l’umanista Lorenzo Valla e i concetti di imitatio, aemulatio e superatio, come condizione per il progresso delle arti, Swoboda tuttavia puntualizza: «Il nostro intento non è di sottolineare la rivalità come principio determinante, bensì semplicemente di metterla in luce e renderla comprensibile nei diversi contesti storici, visto che emulazione e competizione potevano avvenire anche attraverso le epoche, come ben dimostra Michelangelo, che fu termine di raffronto per tante generazioni successive».

Di qui la scelta e la giustapposizione delle opere in mostra, dalla classicità agli antagonismi per la Piazza della Signoria di Firenze, dalle aberrazioni nelle lotte fra artisti all’articolato contesto della corte di Rodolfo II, alla concorrenza fra collezionisti nel XVII secolo.

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Flavia Foradini