Aiuto, la plastica ci sta soffocando

Cinque milioni di tappi compongono HELP, l'installazione ambientale di Maria Grazia Finucci sull'Isola di Mozia

Una veduta dell'installazione. Foto di Mario Montalto
Giusi Diana |

Isola di Mozia (Trapani). Sono oltre 5 milioni i tappi di plastica riciclati che sono stati impiegati per costruire le enormi lettere alte fino a quattro metri, visibili dall'alto anche di notte, che compongono la parola HELP.
Una installazione ambientale che si estende per 1.500 metri quadrati, non in una discarica, come si potrebbe ipotizzare, ma a sorpresa nell'area archeologica dell'isola di Mozia.

A metà tra arte e design, toccando un registro tra il ludico e il disturbante (a seconda della sensibilità del fruitore), HELP fa parte di un'operazione di narrazione transmediale avviata da Maria Cristina Finucci nell'aprile del 2013, quando nella sede dell'Unesco a Parigi ha presentato «The Garbage Patch State», dando lo status di Nazione alle grandi chiazze di immondizia che galleggiano negli oceani del mondo e che vengono indicate anche con il termine di isole di plastica. Il fenomeno, invisibile a
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© Riproduzione riservata Una veduta notturna dell'installazione. Foto M.C. Finucci Una veduta notturna dell'installazione. Foto Mario Montalto La preparazione dei tappi di plastica per l'installazione. Foto M.C. Finucci
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