Agenda veneziana/2: gli eventi collaterali della 57ma Biennale Arte

Philip Gusto, «Untitled», 1968, collezione privata © The Estate of Philip Guston. Foto: Genevieve Hanson
Veronica Rodenigo |

Venezia. Sono 22 in tutto quelli selezionati dalla curatrice francese Christine Macel. La scelta, rispetto alla proliferazione degli anni precedenti (alla Biennale Arte del 2015 erano il doppio) non ha mancato di sollevare commenti, ma a noi suona come un rappel à l’ordre in un quadro in cui era spesso facile perdere nesso e orientamento.
Tra questi, accanto alla già menzionata personale di Shirin Neshat al Correr, alle Gallerie dell’Accademia la retrospettiva «Philip Guston and the poets» riassume 50 anni di carriera dell’artista statunitense indagandone le fonti d’ispirazione mediante un parallelismo letterario con 5 poeti: David Herbert Lawrence, William Butler Yeats, Wallace Stevens, Eugenio Montale e Thomas Stearns Eliot.
L’Espace Vuitton, in Calle del Ridotto, accoglie il francese Pierre Huyghe con un progetto in cui assume centralità il film «A Journey that wasn’t» (2005) che vede
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© Riproduzione riservata Fernando Zóbel
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