Adesso anche nelle aste c’è una nuova specializzazione: il curatore

Georgina Adam |

«Oggi persino il formaggio viene curato!» ha esclamato un giorno Andrew Renton, docente in un corso per curatori al Goldsmiths College di Londra. Forse Renton scherzava, ma il termine «curato», come fa notare Scott Simon della National Public Radio, dopo essere stato «strappato ai musei e inserito in qualunque campo, dai cosmetici all’arredamento e alla moda, alle ricette di cucina, ai siti web di condivisione di musica e fotografia, ai video sui gatti», oggi è davvero abusato.

La tendenza in realtà è in atto da anni, ma l’ultimo posto in cui la parola è comparsa sono le case d’asta. «Oggi le vendite vengono orchestrate molto attentamente nel periodo che precede l’evento: la redazione del catalogo, la mostra preliminare… fanno parte di questo processo», osserva Renton, che è anche direttore della galleria Marlborough Contemporary di Londra. «Curare una sessione aggiunge coerenza e coesione alla vendita
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