Addio a Léonard Gianadda, creatore della fondazione di Martigny

L’imprenditore e mecenate, a capo dell’istituzione svizzera intitolata al fratello Pierre, è scomparso a 88 anni. Grazie a mostre sui maestri nel ’900 portò nel Canton Vallese un pubblico internazionale

Léonard Gianadda nel parco di sculture della Fondation Pierre Gianadda a Martigny
Emmanuel Grandjean |  | Martigny

Léonard Gianadda, fondatore e presidente della Fondation Pierre Gianadda a Martigny, è morto il 3 dicembre all’età di 88 anni a causa di un cancro alle ossa. Nipote di un umile operaio piemontese giunto nel Canton Vallese (il nonno, Battista, come amava ricordare, era arrivato a piedi dal Piemonte appena tredicenne per cercare lavoro come muratore), dopo gli inizi come fotoreporter era diventato un immobiliarista di successo.  Aveva conquistato il mondo delle arti aprendo nel 1977 una fondazione nella sua città natale, Martigny, nel Canton Vallese, intitolata al fratello Pierre, scomparso appena trentottenne in un incidente aereo.

In quell’edificio brutalista a tronco di piramide, immerso in un parco di sculture nell’area in cui nel 1976 erano riemerse le vestigia di un tempio gallo-romano, Gianadda riuscì a portare capolavori di Van Gogh, Monet, Gauguin, Klimt, Schiele, Goya e Cézanne, attirando in un cantone privo di una vera e propria tradizione pittorica un folto pubblico internazionale. Dalla sua creazione la Fondation Pierre Gianadda ha infatti accolto più di 10 milioni di visitatori. Il record, 500mila presenze, lo si è registrato nel 2000 con la mostra «Van Gogh». «Ho corso molti rischi per realizzare la Fondazione, ricordava Léonard Gianadda in un intervento recente. Più di quarant’anni fa, tre milioni erano un sacco di soldi. Bisognava essere un po’ italiani per essere così audaci». 

Nato il 23 agosto 1935 a Martigny, dopo una formazione classica al Collège de l’Abbaye de Saint-Maurice, Léonard studia ingegneria all’Ecole Polytechnique dell’Università di Losanna. Per alcuni  anni, dal 1952 al 1960, lavora come fotoreporter viaggiando negli Stati Uniti, in Egitto, Tunisia, Marocco, Russia, Grecia e Italia, interessandosi in particolare all’arte e all’archeologia. Conseguita la laurea nel 1960, con il compagno di corso Umberto Guglielmetti apre uno studio d’ingegneria a Martigny. Nello stesso anno, con il fratello Pierre viaggia per quattro mesi intorno al Mediterraneo su un Maggiolino Volkswagen.

Comandante della Légion d'honneur e dell’Ordre des arts et des lettres in Francia, Léonard Gianadda è stato membro del Comitato per le acquisizioni del Musée d’Orsay di Parigi dal 2004 al 2010, amministratore della Phillips Collection di Washington dal 2005 al 2014 e membro del Comitato per le acquisizioni del Musée Rodin di Parigi dal 2006 al 2012. Nel 2009 con la moglie Annette, costituisce la Fondation Annette et Léonard Gianadda e nel 2019 la Fondation Léonard Gianadda-Mécénat, con l’obiettivo di continuare le attività filantropiche intraprese nel corso della sua vita.

Non è chiaro quale sarà ora il futuro della Fondation Pierre Gianadda. Léonard Gianadda l’ha guidata senza mai nominare un successore; era lui a incarnare il luogo, anche in televisione, dove i suoi spot erano diventati leggendari. Al punto da assicurare a chiunque lo ascoltasse che il suo lavoro sarebbe scomparso con lui. Per il 2024 sono comunque annunciate due mostre: «Anker e l'infanzia» e un dialogo tra Renoir e Cézanne.

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