Addio a Enrico Castellani, il pittore delle «estroflessioni»

È morto a 87 anni l’artista delle tele monocromatiche ma anche di opere in cui spiazzava con la luce. Il rigore formale corrispondeva a un pensiero etico sull’arte

Stefano Miliani |

Celleno (Viterbo). Artista di una precisione e rigore formale che corrispondeva a un rigore etico, conosciuto principalmente per le sue «estroflessioni» della tela monocromatica, bianca, Enrico Castellani è morto all’età di 87 anni a Viterbo. Ha concepito un’arte lontana da ogni spettacolarizzazione. E resterà nella storia dell’arte del secondo Novecento tanto per le sue opere quanto per l’influsso esercitato su generazioni di artisti e teorici. Non per niente nel 1959 fondò una rivista che ha lasciato il segno anche se ebbe vita breve con appena due pubblicazioni (la seconda nel 1960): «Azimuth». La fondò a Milano insieme a Piero Manzoni, comprendeva pittura e poesia e propugnava un’arte che doveva andare oltre l’esperienza puramente estetica senza cadere nei facili proclami e, soprattutto, lontana dalle spinte figurative e di un certo realismo.

Nato nel paese di Castelmassa in
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