Adamo è apocalittico

Silvano Manganaro |  | Roma

È un artista complesso Adam Avikainen (Shakopee, Minnesota, 1978), di quelli che rendono problematico il rapporto con il medium e che, nelle proprie opere, strutturano una narrazione articolata ed eterogenea. La parola chiave per capire il suo lavoro è, infatti, «storyboard»: è così che Avikainen definisce le sue installazioni composte da diversi materiali combinati con i suoi scritti.

Racconti che si dipanano tra osservazioni idiosincratiche e scoperte scientifiche, calcoli e narrazioni proiettive, spesso raccontate da oggetti o cose. Per una sua personale alla galleria Monitor (dal 20 maggio), l’artista statunitense propone un’installazione site specific fatta di grandi tele dipinte e di un intervento con proiezioni fotografiche. «CSI: dNR - DEPARTMENT OF NATURAL RESOURCES», questo il titolo della mostra, è un progetto che ha già avuto una precedente tappa all’Haus der Kulturen der Welt di Berlino e che
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